Anche Progetto Trentino vota a favore: «Bene, ma la norma va completata» TRENTO Alla fine, i voti contrari alla riforma urbanistica di Carlo Daldoss sono stati solo quattro: quelli della Lega Nord (Fugatti e Civettini) e quelli del Movimento 5 Stelle (Degasperi-Bottamedi). Silvano Grisenti, a nome di Progetto Trentino, ha annunciato in dichiarazione di voto il parere favorevole del suo gruppo. In mattinata, come previsto la maggioranza si è riunita per risolvere una questione che le era sfuggita in commissione: se il testo fosse stato approvato senza ulteriori modifiche, le giunte dei principali Comuni del Trentino sarebbero dovute tornare in consiglio per approvare i piani di lottizzazione già avviati. Si è quindi deciso di dare parere favorevole a un emendamento presentato da Walter Kaswalder e opportunamente modificato: sarà il consiglio comunale a decidere per i comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti per aree superiori a 5.000 metri quadrati, nei comuni con popolazione oltre i 10.000 abitanti, che rappresentavano il nocciolo del problema, sarà il consiglio a trattare i piani di lottizzazione solo se l'area interessata supera i 15.000 metri quadrati. Negli altri casi deciderà direttamente la giunta. Tutto previo parere della Commissione di comunità (Cpc). Respinto, invece, un emendamento Bottamedi-Degasperi (M5s), che voleva ricondurre tutti i piani di lottizzazione in seno ai consigli comunali. Per le aree con meno di 2.500 metri quadrati, la legge prevede la soppressione del piano attuativo (lottizzazione). Entrando nel dettaglio della riforma, vengono posti dei limiti precisi ai tempi di approvazione dei Prg, sia per i consigli comunali che per le strutture provinciali, con il risultato che nel giro di un anno al massimo deve essere raggiunta l'approvazione definitiva. In sintesi: dopo la prima adozione e il contestuale deposito del documento per un tempo di 60 giorni per le eventuali osservazioni, il Prg passa all'esame del Servizio urbanistica attraverso la Conferenza di pianificazione, che mette attorno ad un unico tavolo di tutti i servizi provinciali interessati ma anche il Comune e la Comunità, che in questa sede possono sostenere le proprie tesi riguardo alle previsioni contenute nel documento. La Conferenza produce un parere unico finale, che riassume tutti quelli dei soggetti interessati. Dopodiché il Comune ha tempo 120 giorni per chiudere: la terza adozione è stata soppressa. La novità importante è che se il Comune non procede entro questo tempo all'adozione definitiva, il procedimento si estingue. Prima dell'inizio della stesura del Prg, viene introdotta la possibilità per i cittadini di avanzare proposte e osservazioni nei temi inerenti al Prg. Sul versante della semplificazione, nel caso di varianti per opere pubbliche o urgenti si può anche prescindere dall'adozione definitiva, se dopo la prima adozione, durante il periodo di deposito, non pervengono osservazioni o rilievi del Servizio urbanistica. In dichiarazione di voto, Silvano Grisenti si è detto «soddisfatto di una norma che appare comunque solo un piccolo passaggio da completare con una riforma di maggiore respiro». Grisenti ha anche speso parole di apprezzamento «per il clima positivo respirato in aula durante la discussione, sebbene abbia auspicato in futuro una maggiore condivisione e risposta da parte della maggioranza ad alcune esigenze rappresentate dalle minoranze». L'assessore Daldoss ha ringraziato i consiglieri per la collaborazione, confermando la volontà di «proseguire nell'obiettivo di miglioramento e di modifica delle norme urbanistiche, di fatto già avviato». Il prossimo intervento, già in cantiere, riguarderà le concessioni edilizie. «Le montagne ha concluso si scalano a piccoli passi e i piani regolatori sono le fondamenta di una casa».