L'associazione popolare: «Possiamo farcela» «C'è indecisione, le crociere scappano» Le categorie contro governo e Comune VENEZIA Sulla vendita dell'isola di Poveglia si va al rush finale tra due contendenti. E uno dei due è l'associazione popolare «Poveglia per tutti». Ora tutto si giocherà il 13 maggio, il tempo di un'ora, con il batticuore del rilancio. All'asta battuta dal Demanio infatti sono arrivate tre buste elettroniche, ma solo due offerte sono state ritenute valide, dunque con tutti i criteri formali stabiliti dal bando destinato ad assegnare il diritto di superficie della piccola isola nella laguna veneziana, davanti a Malamocco, per i prossimi 99 anni. L'associazione veneziana ha proposto 160 mila euro. Il secondo competitor 513 mila: sarà questa la base d'asta da cui partire per rilanciare le offerte. Chi sia il secondo offerente resta un mistero. Ha utilizzato uno username in cifre, 10801. E dal Demanio fanno sapere che per questioni di riservatezza, legate a una gara ancora aperta, nulla più può trapelare. Ieri correva voce che fosse una società immobiliare con base a Venezia, intenzionata a realizzare sull'isola un hotel di lusso. «Noi non sappiamo chi ci sia dietro quella sigla, mentre dietro a noi ci sono oltre duemila veneziani, che aumentano ogni giorno e sono disposti a metterci la faccia», commenta Lorenzo Pesola, di «Poveglia per tutti». «Trovo ardua l'idea imprenditoriale di fare di Poveglia un complesso alberghiero», prova a riflettere Claudio Scarpa, direttore dell'Associazione veneziana albergatori. Perché? «Di solito tendiamo a misurare la convenienza su alcuni parametri, tra cui la distanza e il costo dall'aeroporto. E quell'isola è così distante e così poco raggiungibile, che risulta essere molto scomoda». Scarpa ribadisce subito che lui e l'associazione degli albergatori hanno sottoscritto le quote per Poveglia e sostengono il progetto dell'associazione popolare: «A Venezia non servono nuovi alberghi». Per Beppe Caccia, consigliere della civica «In Comune», l'anonimo user dovrebbe farsi avanti e dire anche che progetto ha per l'isola. E al Demanio: «Prenda atto della natura qualitativamente diversa di "Poveglia per tutti", che ha un chiaro interesse pubblico». Per questo ribadisce la richiesta di sospendere la gara e di trasferire l'isola alla città. Ora si aspetta il 13 maggio. Il giorno del rilancio. Cosa succederà? Al momento del via, sempre telematica, i due contendenti avranno tempo un'ora per fare i propri rilanci, ogni volta di almeno mille euro. Per rispondere avranno cinque minuti, superati i quali nel silenzio si darà per vincitore chi avrà fatto l'offerta più alta. E il comitato? «Siamo pronti», dicono. E aggiungono: «Mobilitazione generale». Il che significa che continueranno a raccogliere sottoscrizioni durante l'intera settimana. Soci e quote, promettono, saranno resi pubblici dopo il 13 maggio. Nell'associazione c'è aria di entusiasmo: «Non era scontato passare al secondo turno». Cioè: si temevano più offerte e molto più alte. Ora, a dar loro forza, c'è anche un'altra carta: il prezzo che verrà stabilito nel giro di rilanci non metterà la parola fine alla vicenda. Dovrà infatti passare il vaglio della commissione di congruità, che valuterà se la cifra uscita dall'asta sia appunto «congrua per le finalità economiche che si è posto lo Stato», sottolineano al Demanio. E, in quel caso, potrebbero non bastare i soli denari messi sul tavolo, per poter avere l'isola per i prossimi 99 anni.