«Se proprio quella rotonda a Rezzato non vi piace, posso togliere tutto e metterci il Bigio». Marco Bonometti, patron delle Officine meccaniche rezzatesi, replica così alle critiche per la scocca di una Ferrari che da qualche giorno adorna una delle rotatorie del paese. «Quell'opera spiega riassume i tre pilastri della storia e del lavoro rezzatesi: terra, marmo e meccanica». Peccato che, vista la posizione, le visite guidate disturberebbero chi guida. Perché, davvero, ci vorrebbe un «cicerone» per scoprire tutte le raffinatezze della rotonda di Rezzato firmata Omr. Sulla quale, traviati da alcuni commenti critici postati su Facebook, ci eravamo permessi, giorni fa, qualche piccola ironia. Fortuna che, per farci inserire la retromarcia, ieri, il patron dell'Omr Marco Bonometti, quel «cicerone» ce l'ha messo a disposizione. Nella persona di Rodolfo Sandrini, l'architetto che ha progettato la rotatoria. Abbiamo così scoperto che la terra, il marmo e la scocca Omr di una Ferrari rappresentano, per usare le parole di Bonometti «i tre pilastri della storia economica e lavorativa di Rezzato». Che le molle di metallo che spuntano dallo specchio d'acqua «sono una libera interpretazione dei tralci della vite ben presente sul territorio» (e, viste dall'alto, compongono pure la scritta Omr); che l'acqua stessa richiama «la sorgente vicino al Santuario della Madonna di Valverde»; che le scritte da destra a sinistra sono un omaggio a Leonardo da Vinci e che «il tratto di strada anteriormente al telaio della Ferrari vuole essere l'augurio di continuità per un futuro sulla strada del progresso, senza dimenticare il passato». Quanto ai suoi critici, Bonometti sibila: «Mi auguro che la rotonda non faccia gli stessi danni che, nella loro attività professionale, hanno fatto quelli che l'hanno criticata». Aggiunge che «va rispettato chi mette a disposizione delle risorse» e conclude con un colpo d'acceleratore: «Se la rotonda non vi piace, posso sempre togliere tutto e metterci il Bigio».