L'ultimo piano di Palazzo d'Accursio dedicato alle collezioni comunali, valorizzate ed estese. Così l'amministrazione pensa di riqualificare gli spazi vuoti, dopo il naufragio (anni fa) del maxi-museo del Risorgimento. I tecnici stanno studiando le soluzioni (e cercando le risorse) con l'Istituzione Musei. L'ex sovrintendente Andrea Emiliani: «Spostiamo lì le opere nascoste della Pinacoteca». Intanto, per reperire fondi, l'amministrazione ha redatto il piano dismissioni del 2014. In vendita il salone di Palazzo dei Notai, ma anche Villa Salus, Villa Ghidi, l'ex centrale idroelettrica del Battiferro. In principio fu il grande «svuotamento»: la nascita della sede unica in piazza Liber Paradisus trascinò fuori da Palazzo d'Accursio molti uffici e liberò grandi spazi. In quel momento si manifestò il sogno di trasformare la sede di piazza Maggiore in un grande museo del Risorgimento con tanto di biblioteca risorgimentale per formare un tutt'uno con le Collezioni civiche d'arte, il Morandi e la Cappella Farnese. Un sogno che crollò definitivamente (con un bel tonfo) nel 2011. I soldi (30 milioni di euro) erano stati promessi dallo Stato nel 2008, il protocollo d'intesa era già stato firmato, Comune e Regione ci avrebbero messo altri 24 milioni, ma quei soldi da Roma non arrivarono mai. Si fermò tutto. Ma adesso l'amministrazione sta pensando insieme ai suoi tecnici a come valorizzare Palazzo d'Accursio e gli spazi inutilizzati dell'ex museo Morandi. L'idea a cui si sta lavorando, che non è ancora finita nero su bianco in un progetto, è quella di trasformare l'ultimo piano di Palazzo d'Accursio in un'unica area destinata all'arte e agli eventi culturali. E poi è rimasto in sospeso il progetto, uscito ai tempi della commissaria Anna Maria Cancellieri, di dedicare parte dello spazio rimasto inutilizzato al «cervellone» che dovrebbe riunire tutti gli archivi storici della città. Per ora di risorse sul piatto non ce ne sono, si tratterebbe di individuarle e di redigere poi un piano per la valorizzazione di spazi non sfruttati e adesso scollegati fra loro. Quel che è certo è che si dovrà fare affidamento su risorse decisamente modeste, se confrontate con la cifra di 54 milioni su cui si poteva contare (almeno a parole) nel 2008. «Ci sono delle discussioni in corso spiega la dirigente del settore Patrimonio del Comune Raffaela Bruni perché l'ultimo piano del Comune ha bisogno di un intervento: lo spazio Morandi è vuoto, vogliamo fare una razionalizzazione degli spazi al piano delle collezioni d'arte. In prospettiva faremo un'nificazione di tutti gli spazi museali all'ultimo piano». Un intervento che non prevede per ora delle modifiche strutturali di grande impatto. «Strutturalmente continua Bruni cambia poco, magari si apriranno dei varchi dal Morandi alle collezioni comunali. In ogni caso c'è l'urgenza di dare qualità a uno spazio che adesso non è assolutamente valorizzato». Una razionalizzazione dell'area all'ultimo piano di Palazzo d'Accursio che a sua volta libererà degli spazi. «Su quegli spazi che resteranno vuoti si potranno a quel punto fare degli eventi». Perché l'ipotesi è questa: una parte museo e una parte iniziative culturali. E a quel punto, forse (ma proprio forse), sarà la volta buona anche per lo spazio di consultazione degli archivi storici. Chiaro che, non avendo più l'urgenza di dover spendere dei soldi che arrivano dallo Stato com'era fino a 6 anni fa, i tempi rischiano di dilatarsi ancora. Ma dal settore Edilizia pubblica sono ottimisti: «I soldi vanno trovati ancora, ma la cosa positivi di non avere scadenze vicine è che si può procedere per gradi». Conferma di essere stato ovviamente coinvolto in questa discussione sul futuro di Palazzo d'Accursio il direttore dell'Istituzione Bologna Musei Gianfranco Maraniello. «Ci stiamo lavorando dice Maraniello , questo è un tema che va assolutamente risolto e che deve meritare un progetto che sia sostenibile. E la sostenibilità passa attraverso il lavoro di diversi settori. Poi chiaramente bisogna capire in quali tempi si potrà fare e in quali spazi. La cosa certa è che le Collezioni comunali non possono rimanere in fondo a Sala Farnese scollegate da tutto il resto». Tutti gli uffici lasciati vuoti dai dipendenti trasferitisi in piazza Liber Paradisus sono stati invece riconvertiti. Lì ci sono finiti gli uffici di avvocatura, quelli del Progetto Giovani e quelli della Cultura, prima distaccati in via Oberdan.