Gentile signora Bossi Fedrigotti, stringe il cuore una passeggiata nei nostri parchi trascurati, danneggiati, privi di alcuna manutenzione o valorizzazione, persino della minima pulizia. I milanesi e coloro che a Milano hanno trovato ospitalità non amano la loro città. Il parco Sempione è un dormitorio, una gigantesca latrina a cielo aperto, una discarica di rifiuti di ogni genere. Dietro i cespugli veri e propri accampamenti, e numerose sono le auto che lo attraversano incuranti (tanto non c'è nessuno che controlla...). I nuovi giardini di piazza Giulio Cesare, perfetti qualche tempo fa, sono già stati vandalizzati: i prati utilizzati quotidianamente come campi di calcio, carte, lattine, pacchetti di sigarette ovunque, anche nella fontana. Sembrerà un paradosso, ma gli unici che sembrano rispettare i giardini sono i padroni dei cani che, oltre a garantirne un minimo presidio (assieme ai numerosi runner), raccolgono le deiezioni dei propri animali e tristemente anche quello che possono in un rigurgito di orgoglio e autodifesa. Diversamente, vi è l'abbandono totale, l'assenza di attenzione e controllo da parte di coloro che pure quelle passeggiate dovrebbero farsele, per poi tornare nei propri uffici in Comune e tirare le orecchie a qualcuno. E prendere finalmente dei provvedimenti. Oltre a fare le isole pedonali, proteggiamo i nostri giardini: sono preziosi, per noi e per i nostri figli! Li rimpiangeremo. Marta Panizza La sua denuncia mi ha profondamente avvilito, non che non sapessi delle tendenzialmente cattive condizioni dei parchi, ma si è sempre tentati dalla speranza che, pur lentamente, civiltà avanzi e maleducazione diminuisca. Invece a quanto pare così non è, e me lo conferma quanto scrive dei nuovi giardini di piazza Giulio Cesare, appena terminati e già vandalizzati, profanati, oserei dire. Lei ha ragione, anche nei parchi i controlli sono quasi del tutto assenti: immagino perché si vuole risparmiare, con il risultato che poi si spende di più per ripulire e ripristinare. Saranno anche due casse diverse, ma alla fine il conto è comunque unico. E lei ha ragione anche quando sostiene che gli abitanti di questa città non amano i loro parchi, a volte sembrano anzi detestarli: in caso contrario non li maltratterebbero in modo così atroce. Isabella Bossi Fedrigotti