Pavia, confermata la gestione dei frati (ma non da soli) MILANO Il Ministero c'è. È il messaggio rivolto ai monaci e alle voci critiche lanciato dal sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni che, ieri, a Milano, ha partecipato a un incontro sulla Certosa di Pavia organizzato nella sede della direzione regionale dei Beni culturali. Una novità, per Borletti Buitoni, dal momento che fino a oggi capofila dei tavoli era il Demanio, proprietario del complesso monumentale: «Inauguriamo un nuovo corso. Gli incontri tecnici sulla manutenzione ci saranno sempre, ma d'ora in avanti ci ritroveremo anche insieme con le associazioni che si sono interessate della Certosa». Presenti ieri, oltre al direttore regionale Caterina Bon Valsassina, alle Soprintendenze, al Demanio, al dirigente della Regione Giuseppe Costa e agli enti locali (Provincia di Pavia e Comune di Certosa) anche l'economista Marco Vitale, in rappresentanza del Fai, Franco Iseppi, presidente del Touring Club e Marco Parini, di Italia Nostra. Sul tavolo la questione spinosa di come affrontare i mesi dell'Expo con un monumento ancora oggi visitabile solo in parte e a orari ridotti. I monaci, attuali gestori della Certosa, avrebbero dovuto in questi mesi firmare una nuova concessione con il Demanio. Accettando le prescrizioni proposte dal Ministero che li avrebbe inchiodati a maggiori responsabilità: orario di apertura prolungato, chiostri, refettorio, chiesa e cappelle visitabili sempre, possibilità di vedere anche la biblioteca e almeno quattro celle. Ma, fino a oggi, niente da fare: «I monaci si sono irrigiditi, non hanno voluto firmare nulla dice Ilaria Borletti Buitoni temendo di non farcela a gestire tutto da soli con un maggiore afflusso di turisti. Oggi, però, vogliamo rassicurarli. Quando la Certosa resterà aperta più a lungo il Ministero sarà più presente». Ma il Ministero non ha sempre detto di avere poche risorse a disposizione? «Così è: ogni anno abbiamo a disposizione 100 milioni di euro per tutto il patrimonio italiano. Nonostante questo per la manutenzione della Certosa quest'anno abbiamo stanziato 830 mila euro. E, per la gestione, ci faremo aiutare dalle associazioni continua il sottosegretario . Proporremo un accordo formale con Fai, Italia Nostra o Touring, perché affianchino noi e i monaci nella gestione e nelle visite guidate». Ora la palla passa ai religiosi, ma la speranza è che la firma arrivi entro l'estate: «Altrimenti non si farà in tempo a inserire la Certosa nel circuito dei beni turistici da proporre per l'Expo». In una seconda fase, invece, la soluzione pensata ieri è quella di creare un ente di gestione autonomo: «Potrebbe essere una fondazione o un distretto culturale che gestisca il bene con l'aiuto anche dei privati», conclude il sottosegretario.
Pavia. Il ministero in cabina di regia per il salvataggio della Certosa
Il Ministero dei Beni culturali ha confermato la gestione della Certosa di Pavia, ma non da soli. Il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, ha affermato che il Ministero sarà più presente nella gestione del complesso monumentale, ma non ha detto di avere poche risorse a disposizione. Anche se ogni anno ha a disposizione 100 milioni di euro per tutto il patrimonio italiano, per la manutenzione della Certosa è stato stanziato solo 830 mila euro. Il Ministero propone di proporre un accordo formale con associazioni come Fai, Italia Nostra o Touring per affiancare i monaci nella gestione e nelle visite guidate.
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