CI SONO voluti otto mesi, ma alla fine un nuovo maxi cartellone è riapparso sul prospetto della cattedrale e con gli incassi della pubblicità cominceranno i lavori di ristrutturazione. Il Tar prima e dopo il Cga (il Consiglio di giustizia amministrativa), infatti, hanno dato ragione alla Vat, società che in cambio della vendita di spazi pubblicitari, dalla fine dello scorso anno, ha preso con la Curia l'impegno di finanziare i lavori di ristrutturazione del portico del duomo. Così al Comune, che dopo le polemiche per il manifesto della Fastweb aveva diffidato la Vat dal mantenere quello successivo dell'Audi, questa volta non è rimasto che dare l'autorizzazione alla società che ieri mattina ha montato sul ponteggio una nuova pubblicità: Expo 2015. Entro dieci giorni dovrebbero partire i al duomo: il tempo di riorganizzare tutto, dopo otto mesi di stop e di sperpero di risorse per pagare, per esempio, il noleggio mensile del ponteggio che la Vat non ha mai smontato in attesa di risolvere la questione con il Comune. Prima di avviare il cantiere, infatti, bisognerà capire qual è lo stato attuale del portico su cui non si è mai lavorato in questi mesi e rifare di nuovo il cronoprogramma degli interventi. «Si tratta dice Daniela Ferrara, avvocato della Vat di una pubblicità temporanea per la quale non è necessario il piano degli impianti pubblicitari del Comune che ancora non esiste. E che fino a questo momento per l'amministrazione era un ostacolo al fine di autorizzare la pubblicità sul duomo. Finalmente abbiamo un'ordinanza del Tar che parla chiaro e l'amministrazione ha dovuto procedere di conseguenza ». Per portare avanti la manutenzione del portico ci vogliolavori no circa 70 mila euro. Anche se tutta la cattedrale attende da tempo una ristrutturazione radicale fra esterno e interno. «Sono contento dice Giuseppe Giunta, titolare della Vat che il Comune alle fine ci abbia dato ragione. Fin dall'inizio abbiamo sostenuto la legittimità della nostra operazione. Del resto a dicembre scorso avevamo già ricevuto l'autorizzazione del Comune. Poi c'è stato un passo indietro. In questo modo si sblocca la situazione del duomo e si può dare una risposta alla città che aspetta da tempo l'avvio dei lavori». La Curia in questi otto mesi di blocco dei lavori ha provato a bussare alle porte della Regione ma è ancora in attesa di una risposta. «Non abbiamo ancora alcuna certezza dice Gaetano Renda, architetto della Curia attendiamo conferma di un finanziamento da parte del dipartimento dei beni culturali. Intanto ci rassicura molto il fatto che la questione con la Vat si sia sbloccata. La società in questi mesi ha perso tempo e denaro, ma non ha mai smontato il ponteggio che è riuscito a proteggere il portico dalle piogge. Adesso ci metteremo attorno a un tavolo per riorganizzare tutta la macchina dei lavori».