Bollate, la struttura è vincolata. La Regione deve muoversi con la Ue BOLLATE (Milano), 5 maggio 2014 - CADE A PEZZI Castellazzo di Bollate. Borgo rurale, ancora abitato, all'ombra di Villa Arconati. Monumento storico unico citato nelle incisioni di Marcantonio dal Re nel 1743 e da Carlo Goldoni, teatro del Festival musicale di Villa Arconati che si svolge nella suggestiva cornice della villa fra giugno e luglio. Nelle terre di Expo «Castellazzo è ritenuto uno dei paesaggi più belli della Lombardia, nella zona sud del Parco Regionale delle Groane. Il nucleo storico è protetto dal vincolo monumentale che abbiamo ottenuto dalla Soprintendenza nel 2011 e comprende tutte le corti agricole», spiega Giancarlo Fecchio portavoce de Gli Amici di Castellazzo, associazione che da 18 anni difende il luogo dalle speculazioni edilizie. «Oltre le tutele ambientali e monumentali ottenute ora è necessario un ulteriore impegno per la conservazione del luogo e della sua storica identità agricola, storica e culturale», aggiunge. SERVIRANNO centinania di migliaia di euro per salvare il Borgo dalla distruzione. Sorprende entrare nelle corti e scoprire che vi abitano ancora 30 famiglie, anziani per lo più. I figli e i nipoti da tempo hanno abbondato queste case dove i tetti si frantumano e i muri grondano muffa e umidità. Qui un tempo hanno vissuto centinaia di famiglie, braccianti, contadini, allevatori. Negli anni Ottanta, l'intero possedimento è stato venduto dagli ultimi eredi la marchesa Crivelli ed è passato di mano in mano alle immobiliari. I PRIMI sfratti agli abitanti sono partiti in quegli anni. Luigia, 78 anni, è arrivata da Novate quando ne aveva 25, vive qui con il marito che di anni ne conta 83. «Per lungo tempo abbiamo vissuto con la preoccupazione di dovercene andare, ora forza per combattere non ne abbiamo più». Villarconati srl, del gruppo Palladium, l'attuale proprietaria dell'area, ha accantonato (almeno per il momento) le pretese sulle abitazioni. Ma non basta. Il sogno nel cassetto per Gli Amici di Castellazzo e per gli ultimi abitanti è far tornare a vivere il borgo. «LA BATTAGLIA per i vincoli ha messo un freno alla speculazione, congelato il pericolo di far rimanere senza un tetto le famiglie, ora dobbiamo bussare a tutte le porte perché il restauro possa realizzarsi». Idee e braccia non mancano. Servono finanziatori «soprattutto pubblici», conclude Fecchio. Nei giorni scorsi una commissione della Regione Lombardia ha visitato il Borgo. C'è la speranza che si possano usare i troppo spesso inutilizzati Fondi europei.