CINQUECENTO tra giornalisti, artisti, studenti e intellettuali d'ogni parte d'Italia sono attesi oggi a Santo Stefano di Camastra. A scuotere la quiete di quest'appartata cittadina situata nel bel mezzo della costa nord della Sicilia, sarà la conferenza stampa convocata sulla spiaggia di Villa Margi da Antonio Presti. Provocatorio e geniale intellettuale siciliano che, tra il 1986 e il 1991, ha realizzato la «Fiumara d'Arte», un parco-museo all'aperto d'installazioni e sculture progettate da celebri artisti italiani, lungo la costa e nell'entroterra del territorio compreso tra Castel di Tusa e i Monti Nebrodi. L'incontro avverrà, in un luogo emblematico, sotto la Finestra sul mare di Tano Festa (Roma 1938-1988): una struttura quadrangolare, alta e larga venti metri, simile alla chiambrana di una gigantesca finestra, ma anche alla comice di un immenso quadro, riempito, anzi dipinto dal blu intenso del mare e dall'azzurro del cielo, con pennellate candide di cirri e nuvole. Un'opera bellissima, che oggi però rischia di crollare, perché corrosa dalla salsedine e dagli agenti atmosferici. Di chi la colpa? Oggi Presti lancerà un j'accuse e chiederà al Ministero dei Beni Culturali e alla Regione Sicilia di prendersi cura di «Fiumara d'Arte» prima che sia troppo tardi. Ma per capire bene il senso di questa intricata vicenda, bisogna fare un passo indietro e ripercorrerla tutta. Antonio Presti, figlio di un noto imprenditore messinese, nel 1983, alla morte del padre, vende tutte le attività paterne e inizia a costruire opere d'arte ambientale nei dintorni di Castel di Tusa. Qui, a due passi da Cefalù, acquista anche un hotel degli anni Sessanta e lo trasforma nell'Atelier sul Mare, affascinante e singolare Museo-Albergo dove ogni camera è opera di un artista. Ora torniamo sul areto del torrente Tusa e alla «Fiumara d'Arte», dove il primo lavoro viene commissionato allo scultore siciliano Pietro Consagra nel 1986. In quell'anno Presti realizza un sogno, interrotto però da un brusco risveglio. All'inaugurazione dell'opera di Consagra, situata nel letto della Fiumara di Tusa, si presentano i Carabinieri: Presti è stato denunciato per aver costruito su un terreno di proprietà del demanio. Lui dice d'averlo fatto apposta, perché vuole che lo Stato garantisca la manutenzione, la custodia e la fruizione delle opere. Ma non c'è nulla da fare. In prima istanza è condannato a quindici giorni di reclusione per abuso edilizio e viene anche emanata un'ordinanza di demolizione dell'opera. Inizia allora una lunga e difficile battaglia legale che si protrae per dieci armi e in tutto si celebrano otto processi. Presti non cede e anzi costruisce altri lavori: Una curva gettata alle spalle del tempo di Paolo Schiavocampo, lungo la strada per Castel Di Lucio; il Labirinto di Arianna di Italo Lanfredini sulla collina sovrastante Castel di Lucio; Energia Mediterranea di Antonio Di Palma, sulla collina di Motta d'Affermo; Arethusa di Piero Dorazio e Graziano Marini a Castel di Lucio; La stanza dì barca d'oro, opera ipogea edificata da Hidetoshi Nagasawa sul greto del fiume Romei, nel comune di Mistretta; ultimo in ordine di tempo il Muro della Ceramica eseguito da svariati autori nel 1991. La burrascosa vicenda giudiziaria sembra concludersi proprio nel '91 col lascito allo Stato di tutte le opere realizzate fino ad allora. Ma la storia non è finita, perché nel corso del tempo quelle possenti installazioni di cemento armato e ferro hanno subito un forte degrado e ora rischiano di crollare. Che fare? Oggi Antonio Presti chiede aiuto allo Stato.