IL TERREMOTO INFINITO Ieri in tanti siamo stati a Mirandola, nel cuore dell'Emilia, che è nel cuore dell'Italia. Ci siamo stati perché due anni fa un terremoto ha distrutto case, industrie, chiese e palazzi antichi. Per fortuna questa volta le case e le industrie sono state ricostruite quasi tutte. Ma le chiese e i palazzi antichi, invece, sono ancora tutti rotti. Alcuni non hanno il tetto: alcuni (come la chiesa del Gesù, a Mirandola, che vedete nella fotografia) sono ancora pieni di macerie. Proprio come il terremoto li ha lasciati: in un silenzio terribile. Non è la prima volta che un terremoto distrugge una città italiana. È successo tante volte: a Messina, in Sicilia, nel Friuli, in Irpinia Poi ci sono state le alluvioni: come a Firenze, tanti anni fa. Prima ancora c'era stata la guerra: e se vedessimo oggi le nostre città come uscirono dalla guerra, non le riconosceremmo. Perché dopo la guerra, dopo le alluvioni, dopo ognuno di questi terremoti, gli italiani si sono rimboccati le maniche e hanno ricostruito i loro monumenti com'erano e dov'erano. E dopo la guerra abbiamo capito che era così importante ricostruire, che l'abbiamo scritto anche nella Costituzione: la Repubblica (cioè tutti noi) tutela (cioè conserva nel tempo) il paesaggio (cioè l'ambiente in cui viviamo) e il patrimonio storico e artistico (cioè tutte le cose belle che abbiamo costruito in quell'ambiente) della nazione (cioè di tutti noi). Abbiamo scritto queste cose perché in quel momento terribile abbiamo capito che per ricostruire una comunità è importante anche ricostruire i luoghi che danno forma a quella comunità. L'abbiamo scritto per non dimenticarcene. E poi è successo, di dimenticarcene? Sì, è successo cinque anni fa, quando il terremoto è venuto all'Aquila. Allora, per la prima volta nella storia dell'Italia, abbiamo pensato che si potesse andare via, cambiare il luogo in cui vivere, e lasciare la città a morire da sola. Poi abbiamo capito che è un errore terribile, e ora stiamo provando a rimediare. Anche in Emilia potremmo correre il rischio di dimenticarcene. Potremmo dire: in fondo quelle chiese, quei palazzi non sono importanti come quelli di Firenze, Venezia o Roma. I turisti non ci vanno. Se facessimo così, faremmo un terribile errore. Quei monumenti sono altrettanto importanti: perché sono l'insostituibile riserva di futuro delle persone che sono cresciute tra di essi. Sono la loro arma segreta, per vincere la guerra col terremoto. Ecco, ieri siamo andati a dire, che no: non permetteremo che il terremoto vinca.
LASCIATE CHE I BAMBINI - L'Italia che abbandona le sue città. Le chiese e i palazzi di Mirandola
Ieri è stato un terremoto in Mirandola, in Emilia, che ha distrutto case, industrie, chiese e palazzi antichi. Le case e le industrie sono state ricostruite, ma le chiese e i palazzi antichi sono ancora rotti. Alcuni non hanno il tetto. Il terremoto non è la prima volta che ha distrutto una città italiana. Ci sono state altre distruzioni, come le alluvioni a Firenze e la guerra. Gli italiani si sono sempre rimboccati le maniche e hanno ricostruito i loro monumenti. La Costituzione protegge il paesaggio, il patrimonio storico e artistico e il patrimonio culturale.
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