L'annunciata riforma della pubblica amministrazione porta pesanti conseguenze anche qui. Ma restano ancora dubbi su quali saranno le realtà davvero tagliate Arezzo, 4 maggio 2014 - Un Prefetto e una prefettura qui ci sono dal 1861. Nel giro di qualche settimana potrebbero saltare. Effetto Renzi, la rottamazione annunciata nei giorni scorsi dal governo. Ma tant'è. Da tre giorni il prefetto Saverio Ordine sa che potrebbe essere l'ultimo di una lista infinita cominciata con l'Unità d'Italia. E con lui rischia anche il sovrintendente Agostino Bureca: anche sul suo capo incombe l'ombra del colpo di scure. Le prefetture il Rottamatore vuol lasciarle solo nei capoluoghi di regione e in quelli a rischio ordine pubblico. Vedi mafia e dintorni. Arezzo non rientra nè nell'una nè nell'altra categoria. Altra operazione in vista l'accorpamento di Aci, motorizzazione civile e Pra: anche qui sono vissute come doppioni quasi sempre inutili, capaci però di esasperare il povero utente con una specie di giro dell'oca. Quanto alla sovrintendenza, mezzo secolo fa fu una grande conquista: l'autonomia della tutela dei beni artistici e culturali rispetto al potere di Firenze o al controllo di Siena. Ora non si capisce bene come finirà. Spariranno una trentina di dirigenti di secondo grado, ovvero sovrintendenti, ma dove si andrà a pescare ancora non è chiaro. Fra quelli archeologici? Accorpando nelle città in cui c'è più di una sovrintendenza (qui, almeno ce n'è una sola) o andando a colpire direttamente nei capoluoghi?
AREZZO - Bufera Renzi sulla burocrazia: prefettura verso la "rottamazione", soprintendenza a forte rischio
Il governo Renzi ha annunciato una riforma della pubblica amministrazione che potrebbe portare a pesanti tagli. A Arezzo, il prefetto Saverio Ordine e il sovrintendente Agostino Bureca potrebbero essere tra quelli colpiti. La riforma prevede l'accorpamento di diverse amministrazioni, come la motorizzazione civile e Pra, e la chiusura di prefetture in città piccole. La sovrintendenza, che era una grande conquista per la tutela dei beni artistici e culturali, potrebbe essere ridotta. Saranno colpiti circa 30 dirigenti di secondo grado, tra cui sovrintendenti, ma non è chiaro chi saranno gli obiettivi della riforma.
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