I giudici: "Il Comune estenda i pannelli protettitivi, ma il restauro è legittimo" - di Eleonora Mancini Pisa, 3 maggio 2014 - SECONDA vittoria dei residenti contro il Comune di Pisa nella partita, ancora aperta, che riguarda le Mura medievali. Il due a zero è stato firmato ieri dal Tar della Toscana che ha accolto il ricorso di alcuni residenti di via Cardinale Maffi, patrocinati dall'avvocato Massimo Messina. Questa volta, il Tar ha condannato il Comune di Pisa a estendere le pannellature sulle mura, «a tutela di quiete, riservatezza, sicurezza e igiene», in corrispondenza delle abitazioni di altri quattro residenti ricorrenti. Solo pochi giorni fa, intrusione e furto nella casa di uno di loro, proprio dalle Mura. DOPO la prima sentenza, con cui il Tar aveva riconosciuto leso il diritto alla privacy dei residenti, in seguito alle passeggiate straordinarie sulle Mura aperte alla cittadinanza (oltre ventimila persone avevano goduto di quella meraviglia), residenti e Comune avevano iniziato una trattativa alla ricerca di soluzioni a tutela di sicurezza e riservatezza. Trattativa che a un certo punto si era arenata, perché il Comune, che si era anche visto approvare dalla Soprintendenza il progetto delle pannellature ed era pronto a posizionarle, si era scontrato con alcuni ricorrenti che, oltre ai pannelli, opponevano pesanti richieste risarcitorie. Secondo loro, riqualificazione e apertura delle Mura avrebbero limitato il valore delle proprietà. La questione era ritornata in Tribunale, che ieri si è pronunciato con un verdetto che resta comunque positivo per il Comune di Pisa, invitato a verificare l'opportunità di posizionare le pannellature anche in corrispondenza delle case degli altri quattro ricorrenti. SCAMPATO il male peggiore, cioé il pericolo che il Tar condannasse il Comune a risarcire i residenti per danni e non riconoscesse il valore di pubblica utilità del progetto. L'assessore ai Lavori pubblici, Andrea Serfogli, a caldo ieri dichiarava: «Il progetto Mura non viene messo in discussione e il camminamento non viene inibito. Il progetto va avanti perché sia aperto alla cittadinanza. Il Tar, fra l'altro, riconosce l'insindacabilità del progetto». Gli avvocati del Comune sono già al lavoro per «valutare la sentenza» e la possibilità di impugnarla al Consiglio di Stato. I lavori alle Mura sono frattanto fermi a causa del patto di stabilità. In sostanza, non ci sono soldi per pagare le imprese. Il Comune ne ha già anticipati fin troppi e attende i rimborsi della Regione. La buona notizia è che la corsa contro il tempo, per non far scadere i finanziamenti europei, è stata limitata da una delibera di Giunta che proroga al 30 giugno 2015 il completamento del progetto.