Parla uno dei ragazzi del 4 maggio: solo così non saremo costretti ad andare via NAPOLI - Fino a ieri sera c'erano sui twitter che aggiornavano la manifestazione 744 partecipanti sicuri, 306 forse e ben 23,3 mila invitati. Ma sarà oggi la prova della verità per il grande abbraccio dei giovani per salvare Pompei dai crolli, dall'incuria e dalla speculazione. Il tam tam ha fatto il giro del web e la sensibilizzazione è stata altissima in tutto il mondo. «E' questo il nostro primo scopo - spiega Alfonso Cristofano, uno dei promotori del comitato Pompeimia che ha ideato la manifestazione - bisogna far parlare del sito per mantenere alta l'attenzione. Perché le cose peggiori sono state fatte nei momenti di distrazione. Il flash-mob nasce dall'esigenza di riavvicinare i cittadini agli Scavi, quale patrimonio culturale dell'umanità nonché potenziale volano culturale ed economico della regione Campania». Poco più che ventenne, lei è iscritto alla facoltà di giurisprudenza della Federico II. Tra i giovani c'è una sensibilità nuova? «Diciamo che stiamo prendendo coscienza di quelle che sono le nostre ricchezze e di come non vengono assolutamente sfruttate. Negli ultimi week end gli Scavi sono stati visitati da oltre 154 mila turisti. Si può avere idea di cosa significa? Sviluppo economico, posti di lavoro, indotto. Pompei è per noi la speranza di non dover fuggire via per poter vivere. Di non dovere emigrare al Nord. Un ragazzo che attualmente finisce l'Alberghiero, ad esempio, per lavorare deve rivolgersi a strutture turistiche di altre regioni. Se venisse sfruttato appieno il potenziale di Pompei non dovrebbe più farlo». Oggi cosa accade? «Io sono di Portici e vi posso dire che ci sono più persone occupate nella Reggia della mia città che agli Scavi. Assurdo. Tra i due siti, per quanto il nostro palazzo reale sia bellissimo, non c'è paragone». E poi? «Ieri abbiamo fatto un punto sulla manifestazione in un bar del piazzale del Santuario. E i gestori ci spiegavano proprio questo, che qui non c'è una politica per il turismo. Arrivano 154 mila turisti? Sì, ma lasciano i bus fuori gli Scavi e appena finita la visita vanno via negli alberghi di Roma, Napoli o Sorrento. Qui non si intercetta il turista, non ci sono strutture idonee o attrattive. La manifestazione è anche per far capire al sindaco di Pompei che qualcosa deve fare. Non tutte le città hanno un sito archeologico e un santuario di fama mondiale». Oggi la manifestazione. E se dovesse andar male? «Certo, può darsi che il cattivo tempo tenga qualcuno lontano. Abbiamo già avuto centinaia di adesioni e verranno anche gruppi di artisti che suoneranno e inviteranno i turisti a ballare la tarantella o la pizzica. Poi mostre e visite, oltre alla catena umana. Ma questa non è una manifestazione estemporanea. Per noi è solo la prima di una lunga serie di iniziative. La prossima sarà all'Ex lanificio di Porta Capuana a Napoli. Abbiamo già messo su un gruppo di studenti, tra cui molti del Conservatorio, per realizzare uno spettacolo. Si percorreranno le tappe di Pompei, fino ai giorni nostri, attraverso i suoni. E poi ci saranno incontri all'Università e nelle scuole». Avete parlato di Pompei nei licei? «Sì, siamo andati all'Umberto, al Vico, al Vittorini. E i ragazzi sono affascinati. Hanno capito che abbiamo una grande cultura e che dobbiamo essere capaci di sfruttarla. per essere crudi, anche in termini economici. Non è solo Pompei. Il Corriere, ad esempio, ha sottolineato come non si è fatto nulla a livello istituzionale per gli anniversari di tre grandi come Eduardo, Totò e Troisi. Qui si spreca cultura allo stato puro». Idee chiare, come si ha chiara la percezione dell'enorme patrimonio che si ha tra le mani e che non si sfrutta. Difendere Pompei, per i giovani, ed è la prima volta che accade, significa difendere un tesoro di famiglia perché non finisca nelle mani sbagliate. Appuntamento stamattina alle 10.30 in piazza Anfiteatro a Pompei. In bocca al lupo.
Ecco perché Pompei è il nostro futuro
Un gruppo di giovani ha organizzato una manifestazione a Pompei per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle condizioni del sito archeologico e sulla necessità di sviluppo economico e culturale. La manifestazione, che si svolgerà oggi, ha come obiettivo di far parlare del sito e di convincere il sindaco di Pompei a prendere misure per promuovere il turismo e lo sviluppo economico della città. I giovani, che sono stati iscritti alla facoltà di giurisprudenza, hanno capito l'importanza di proteggere il patrimonio culturale e di sfruttarlo per il bene della comunità. La manifestazione sarà seguita da altre iniziative, come uno spettacolo di musica e visite agli Scavi.
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