«La Carrara apre per restauri»: una battuta non felicissima (l'Accademia è chiusa da quasi sei anni...) per una bella mostra. Dal 14 maggio al 27 luglio la Gamec ospiterà l'esposizione «Riscoprire la Carrara. Mantegna, Bellini, Raffaello e Moroni. Restauri e capolavori in dialogo», con opere dell'Accademia e di altre pinacoteche che ripercorrono il periodo dal Rinascimento all'800. Trentatré opere tra capolavori dell'Accademia Carrara e altri provenienti dai più importanti musei nazionali poste una accanto all'altra, raccontano cinque secoli nell'arte, dal Rinascimento all'800. Il tormentone delle «tappe di avvicinamento» alla riapertura dell'Accademia svolta con la mostra «Riscoprire la Carrara», sottotitolo «Mantegna, Bellini, Raffaello e Moroni. Restauri e capolavori in dialogo». Sarà inaugurata alla Gamec il 13 maggio e rimarrà visitabile fino al 27 luglio. A partecipare al progetto sono gli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca nazionale di Bologna e la Tosio Martinengo di Brescia, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, la Galleria nazionale di Parma, i Musei Civici di Pavia, oltre alla diocesi di Senigallia. «È un lavoro di ricerca, dove le tele sono riproposte in una nuova luce, affinché possano quasi comunicare tra loro illustra Maria Cristina Rodeschini, responsabile della divisione Accademia Carrara-Gamec . Ovunque ho ricevuto grande interesse anche agli Uffizi, dove Botticelli e Michelangelo sono i più richiesti. Il nostro, al contrario, è un percorso non scontato, di relazione e sviluppo». Tra gli accostamenti, la Madonna col Bambino del Mantegna con quella dipinta da Vincenzo Foppa del Poldi Pezzoli, il San Sebastiano di Raffaello che appartiene alla raccolta Guglielmo Lochis accanto al Cristo benedicente dello stesso autore, custodito presso la Pinacoteca di Brescia. E ancora la Fanciulla con ventaglio di Ceruti, vicina alla Scena di cortile, opera di Giuseppe Maria Crespi, dalla Pinacoteca di Bologna. Raffinato l'accostamento tra la Gentildonna con il libro di Giovan Battista Moroni e il Ritratto di Alessandro Farnese del pittore fiammingo Anthonis Mor, proveniente dalla Galleria Nazionale di Parma. Il Rotary Bergamo Sud ha garantito gli interventi sulle opere del '400 della raccolta di Guglielmo Lochis (1789-1859), tra cui spiccano la Madonna col Bambino di Carlo Crivelli e il Ritratto di giovane di Giovanni Bellini. «I restauri non sono fini a se stessi, favoriscono la conoscenza globale su un'epoca artistica afferma il conservatore, Giovanni Valagussa : le tele parlano, raccontano tecniche, materiali e lavoro degli artisti». A riprova mostra l'evoluzione della Madonna del Crivelli: ha subito indagini preliminari, scatti all'infrarosso, all'ultravioletto, in falso colore, radiografie per studiare la superficie a rilievo del manto, macrofotografie per rilevare dettagli al microscopio come le sopracciglia, studi di chimica, indagini spectometriche, pulitura a laser. «Questa mostra è un gioiello, la dimostrazione che l'Accademia è aperta per restauri e non chiusa», le parole dell'assessore alla Cultura, Claudia Sartirani. I capolavori saranno disposti in sequenza, l'effetto è di una parete unica. Tutte le finestre chiuse, eccetto una. Quella che dà sulla Carrara. Uno squarcio sul futuro.