Giorni di tensione nella giunta Del Bono. La polemica sul Bigio e le ipotesi di ricollocarlo in piazza Vittoria ha acceso scintille fra il sindaco (contrario) e la sua vice Laura Castelletti (favorevole). Ci sono voluti due faccia a faccia piuttosto tesi per giungere a una tregua armata. Ieri l'affondo di Forza Italia e la replica di Castelletti: «Intesa salda». La versione ufficiale parla di «condivisione». Eppure nei giorni scorsi tra sindaco e vicesindaco non è mancata la tensione, con un paio di incontri burrascosi, sfociati in una sorta di tregua armata. Casus belli le polemiche attorno al Bigio, la statua di Arturo Dazzi che la passata amministrazione voleva riportare in piazza Vittoria. Al Corriere della Sera il sindaco Emilio Del Bono aveva spiegato che il colosso non sarebbe stato ricollocato e che la nuova opera da mettere sul piedistallo sarebbe stata scelta a giugno, magari attraverso un concorso di idee. Non una scelta ideologica, ma un modo per non spaccare la città. Il vicesindaco Laura Castelletti ha però reagito in maniera veemente: «Sono inorridita dall'idea del bando ha dichiarato al Giornale di Brescia Se il ballottaggio fosse stato un referendum sull'opera, avrei votato Paroli». Questione di metodo, per Castelletti, che chiedeva di aprire un dibattito culturale in città. «Se l'approccio non sarà questo mi opporrò in ogni modo possibile». Abbastanza per trasformare un'opinione personale (non nuova), in problema politico. Anche perché nel frattempo va messa in conto la posizione un po' isolata di Castelletti nelle dinamiche di palazzo Loggia, soprattutto dopo le dimissioni di Alessandro Triboldi da direttore generale, figura «tecnica», ma vicinissima al vicesindaco. Insomma, Castelletti avrebbe usato il Bigio (creando però non pochi mal di pancia nei «vecchi» socialisti che la sostengono) per rivendicare maggiore agibilità politica. La reazione del sindaco è però stata dura. La sua tesi: un conto sono le posizioni personali, altra cosa le dinamiche di giunta, che non possono essere messe in discussione pubblicamente. Del Bono fin dal primo giorno ha spiegato che l'amministrazione «deve parlare con una voce sola, dopo aver deciso». In altre parole: va bene il confronto, ma alla fine ci deve essere una sintesi dei diversi punti di vista. «O si condivide questo metodo di lavoro, o il patto politico rischia di saltare». In fondo, nelle scorse ore, in molti hanno ricordato l'avvertimento che il sindaco aveva dato alla sua squadra il giorno della presentazione della giunta: «Le deleghe non sono per sempre e non sono garantite per il quinquennio». Del Bono martedì avrebbe ribadito questi concetti, ma avrebbe anche sottolineato come la ricollocazione o meno della statua «L'Era fascista» (lui preferisce chiamarla così) è tema del tutto «marginale», non certo l'innesco di una possibile crisi di giunta. Tant'è che mercoledì i toni si sono fatti più concilianti. Alla fine è stata ribadita la linea («condivisa» tra sindaco e vicesindaco): sul Bigio bocche cucite fino a giugno, in modo da evitare polemiche e strumentalizzazioni nell'imminenza del 40esimo dalla strage di piazza Loggia. Poi, tra un mese, la giunta prenderà in mano la questione, sapendo che ci sono punti di vista diversi, ai quali bisognerà trovare una sintesi politica. Quella decisione sarà «la» decisione dell'amministrazione, nella quale tutta la squadra si dovrà ritrovare. Ieri Forza Italia è però tornata all'attacco (ne parliamo sotto). Un'occasione sfruttata da Castelletti per replicare all'opposizione e ammorbidire la sua posizione. Il vicesindaco ha ammesso divergenze con Del Bono «per il disegno definitivo di Piazza Vittoria». Ma, in una nota, ha anche spiegato che con il primo cittadino «c'è il quotidiano impegno ad affrontare temi che riguardano questioni ben più importanti e vitali come le strategie di bilancio, il futuro delle Fondazioni, il ridisegno del welfare municipale, la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale». Temi che vedono sindaco e vicesindaco «in prima linea». «Se qualcuno pensa di "giochicchiare" sul rapporto di solidarietà politica tra me e il sindaco ha scritto Castelletti sbaglia di grosso. Il governo di una città è cosa ben più complessa della manutenzione di una piazza, è fondamentale non sprecare tempo ed energie inseguendo fantasie e teoremi». Frasi ben lontane dall'«orrore» per un possibile concorso di idee. Il vicesindaco ha poi risposto a Forza italia: «Nessun atto di coraggio, ho solo detto ciò che penso e non smetterò di farlo. Mi sorprende che Paroli ci spieghi oggi cosa dobbiamo fare dal momento che ha avuto a disposizione 5 anni per farlo e non ha trovato niente di meglio che consegnare la delicatissima e conflittuale gestione della vicenda agli assessori Labolani e Arcai che, diciamocelo francamente, è un po' come far arbitrare una finale di Coppa Italia agli ultras».
Brescia. Alta tensione fra sindaco e vice sul Bigio. Poi la tregua
La tensione nella giunta di Brescia è aumentata dopo la polemica sul Bigio, la statua di Arturo Dazzi che la passata amministrazione voleva riportare in piazza Vittoria. Il sindaco Emilio Del Bono è contrario alla ricollocazione della statua, mentre la sua vice Laura Castelletti è favorevole. I due hanno avuto incontri burrascosi, ma hanno trovato una tregua armata. Castelletti ha chiesto un dibattito culturale in città, mentre Del Bono ha sottolineato che la decisione sulla statua deve essere presa dall'amministrazione. La tensione è aumentata dopo che Forza Italia ha attaccato Castelletti, che ha risposto che non si è "giochicchiata" sul rapporto con Del Bono.
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