Doveva essere un tour classico, sia dal punto di vista turistico-paesaggistico sia da quello della tappa alpina: su e giù per le alture panoramiche intorno al centro storico, per farsi le gambe e rifarsi gli occhi con affacci che conosciamo bene ma non dobbiamo mai dare per scontati. Anche perché più che scontati sono sconciati, ormai. Così, illa ciclista con smartphone si mette a fotografare e twittare immagini di piazze e viste tra le più belle del pianeta impallate da bancarelle, camion bar, insegne fosforescenti, ecc. E poi, utenti mattinieri dei social network si mettono a condividere, a commentare, a indignarsi. Non è un caso raro. Su web aumentano di continuo i romani «segnalatori civici» . Twittano, bloggano, postano su Facebook foto del nostro degrado. Poi chissà. Certo, così, pedalate sublimi, che meriterebbero di diventare percorsi ciclabili per romani e turisti (basterebbe la solita striscia bianca sull'asfalto) possono procurare crisi di fegato. Basta, per dire, partire da Santa Maria Maggiore. C'è la cancellata che umilia piazza Esquilino. E ci sono bancarelle e camion bar già alle otto di mattina, anche il primo maggio. Si prosegue in per via Torino, si arriva a piazza San Bernardo, si entra a Santa Maria della Vittoria a cercare speranze nell'Estasi di Santa Teresa del Bernini, si va in via XX Settembre e si scende a destra per San Nicola da Tolentino. Poi si fa un pezzo di marciapiede in via Barberini, e dalla piazza si sale per via della Purificazione, che è pure asfaltata. Si va a sinistra in via degli Artisti, e poi a destra in via Sistina. Si arriva a Trinità dei Monti, il primo maggio era una mattina tersa, emozionante, "ferma e chiara" come nella poesia Passerò per piazza di Spagna di Cesare Pavese. Ferme e appoggiate alla balconata in modo da ostruire il panorama sono anche le bancarelle con presunti quadri e disegni, che occupano completamente il belvedere. Pedalando verso destra, villa Medici è impallata da una bancarella di cui si sentiva il bisogno, vende borse e valige, la mia amica Lorenza ha scritto in tempo reale su Facebook che ha un contratto blindato, anche con penali. Vabbe'. Si arriva al Pincio, ci si ferma di nuovo per la vista, si scende scenograficamente verso piazza del Popolo, in questi giorni -strano- non occupata da mammozzoni di eventi. Si allunga fino alla Porta del Popolo, dotata di un bar con cartellonistica su strada degna di una pompa di benzina texana. Si fa il Corso di mattina vuoto, via Tomacelli e Ponte Cavour (girarsi e ammirare le due cupole), si va lungo il Tevere in Prati, a Castel Sant'Angelo. Da lì un tempo si ammirava San Pietro, ora coperto da bancarelle giganti. Aggirando un pericoloso cantiere e pedalando lungo l'argine o sui marciapiedi si arriva a Trastevere, a via Garibaldi. Si sale, si sale, verso San Pietro in Montorio, il Fontanone, il balcone del Gianicolo. Ci si emoziona ancora per la Città Eterna dove stanno diventando eterni anche gli orrori. Li si potrebbe smantellare, però.
Roma. Il tour deturpato dalle bancarelle
Una ciclista ha effettuato un tour classico a Roma, pedalando per le alture panoramiche intorno al centro storico. Ha fotografato e condiviso le immagini sui social network, attirando l'attenzione di utenti che hanno segnalato il degrado della città. La ciclista ha iniziato la sua pedalata da Santa Maria Maggiore, passando per piazza Esquilino, piazza San Bernardo e via XX Settembre. Ha poi seguito il percorso fino a Trastevere, dove ha ammirato la vista dal Gianicolo. I social network hanno attirato l'attenzione su come la città stia diventando sempre più degradata. La ciclista ha condiviso le sue esperienze sui social network, mostrando come la città possa essere sia bella che degradata.
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