L'ICOMOS, l'istituto tecnico che valuta le proposte di candidatura all'Unesco, ha dato un parere positivo al dossier presentato dall'Associazione per il patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato. Il lavoro svolto dall'ente presieduto da Roberto Cerrato è stato in realtà un "remake", dopo che nel maggio 2012 le terre del Barolo e i vigneti tra Astigiano e Alessandrino erano stati rimandati a nuovo esame. La proclamazione a Patrimonio dell'Umanità, attesa nell'estate a San Pietroburgo, non era arrivata. L'Icomos aveva chiesto approfondimenti e qualche variazione, dal "restringimento" del territorio da esaminare, ritenuto troppo vasto alla maggiore attenzione verso i beni artistici e culturali, dalle chiese, ai conventi ai castelli. Il parere positivo dell'Icomos dimostrerebbe ora che il lavoro di squadra portato avanti in questi mesi dalla Regione con l'Associazione, le province di Asti, Alessandria e Cuneo, i ministeri per le Politiche agricole e per i Beni culturali e SiTI ha consentito di compiere un passo in avanti verso l'esito finale. La candidatura sarebbe insomma, secondo i responsabili in piazza Castello, a un passo dall'iscrizione nella cosiddetta "World Heritage List". La seconda ispezione, a settembre, ha permesso agli esperti incaricati della valutazione di superare le criticità riscontrate dopo la prima visita. Ora si può procedere a preparare la documentazione per l'appuntamento di giugno a Doha, in Qatar, dove il Comitato per il Patrimonio mondiale Unesco si pronuncerà in via definitiva. In caso di verdetto favorevole, sarebbe una manna in vista dell'Expo 2015.