«È UN'EMOZIONE grandissima credetemi, non è un modo di dire il mio poter rivedere i colori naturali del travertino, quel tono caldo della pelle del Colosseo cancellato da decenni di fumo nero. Però che impressione constatare, ora che le superfici sono pulite, i danni provocati dal cemento usato nel Novecento nelle vecchie stuccature ». Se a Mariarosaria Barbera chiedi di fare un bilancio dopo i primi sei mesi di interventi sul monumento simbolo di Roma, la soprintendente archeologa fa parlare innanzitutto il cuore. E, modulando «emozione», si sofferma sulla inedita tavolozza dell'anfiteatro Flavio così come appare nelle prime dieci arcate che si affacciano sulla città dopo l'avvio del restauro sponsorizzato con 25 milioni da Diego Della Valle. Un intervento che conferma la policromia venuta alla luce nel corso dei lavori del 1990 (sponsor la Banca d'Italia) e di quelli eseguiti tre anni fa, sulle 14 arcate interne corrispondenti all'areamostre, con i fondi della stessa Soprintendenza speciale di Roma. «È spuntata una patina dorata, con gradazioni che vanno dal beige all'ocra, allo scuro, e che sono dovute all'ossalato di calcio: questa tavolozza è il segno del tempo ». Ora a parlare è Gisella Capponi, guida dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro (Iscr), direttrice dei lavori al Colosseo. «L'ultimo dei nostri interventi recenti spiega la studiosa è stato la rimozione del tantissimo cemento che abbiamo trovato sul travertino». Il cemento è una scoperta del '900 ed è scuro, quindi "a tono" con le superfici ricoperte di nero-smog dell'anfiteatro Flavio. «Il cemento però insiste Capponi è deleterio per il restauro perché contiene sali. Le nuove stuccature sono invece fatte di calce e pozzolana, due dei quali diplomati all'Iscr, che dall'ottobre vivono sui ponteggi che ricoprono una piccola parte dell'edificio visitato ogni anno da 5 milioni di persone. Tra il pubblico, anche il presidente Usa Obama nella visita privata come un tempo». Dieci gli operai della ditta Gherardi, del 27 marzo scorso. E ieri il Wall Street Journalha toccato l'argomento "restauri Colosseo" per cantare la bellezza dei colori originali riscoperti sotto la coltre nera di Roma. «Attenzione con la parola "originale"» avverte però Barbera: «Il processo di solfatazione e di gessificazione ha prodotto mutazioni anche della materia: è impossibile riportare il travertino all'età dell'impero». Mancano ancora due mesi di lavori sulle prime 5 arcate: su tutte e dieci si è intervenuti, innanzitutto, isolando i molti ferri arrugginiti presenti nel travertino; che è stato poi pulito con acqua nebulizzata; «quindi siamo intervenuti con impacchi fatti sulle croste nere frutto degenerato del processo di solfatazione», precisa Capponi. Che poi annuncia: «A giugno dovremmo poter liberare le prime cinque arcate pulite e, mentre continueremo sulle altre cinque della prima mandata, intanto i ponteggi saranno montati sulle "terze" cinque arcate». È un restauro letteralmente "di facciata". Non riguarda i pilastri verso l'interno, ma quelli che guardano la strada. «Però vedrete che effetto incantevole sarà il Colosseo dello stesso, variegato, caldo tono del trevertino, dall'ultimo ordine a terra» aggiunge la direttrice dell'Iscr. Capponi punta a Sud: «Sono molto curiosa di arrivare allo sperone Stern». Lì il confronto sarà con il restauratore che, con i mattoni, fermò il tempo intorno al crollo al Colosseo. Subito dopo il terremoto del 1806.
Nei colori del travertino la tavolozza mai vista del Colosseo restaurato
La soprintendente archeologa Mariarosaria Barbera e la direttrice dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro (Iscr), Gisella Capponi, hanno parlato del restauro del Colosseo. Il restauro, sponsorizzato con 25 milioni da Diego Della Valle, ha rivelato la policromia del monumento simbolo di Roma. La tavolozza di colori è stata scoperta durante i lavori del 1990 e di quelli eseguiti tre anni fa. Il cemento usato nel Novecento nelle vecchie stuccature è stato rimossi e sostituito con calce e pozzolana. I lavori sono in corso e si prevede che le prime cinque arcate pulite siano liberate a giugno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo