MILANO Mauro Meli, sovrintendente alla Scala dimissionario, come si sente? Molto triste. Quanto è accaduto mi suscita una profonda tristezza». Perché? «Sono stato catapultato in una situazione critica e grottesca, con problemi che si erano ingigantiti con gli anni e ho potuto fare ben poco, non ho mai potuto esercitare neppure per un giorno il mandato di sovrintendente». Le hanno voltato le spalle? «Non mi sento tradito da nessuno, ma le colpe ci sono. Anche se non spetta a me dirle». Non crede di aver fatto qualche errore? «Ho sbagliato solo ad avere accettato di venire alla Scala. Ma come facevo a dire di no. Sarebbe stato come chiedere a un prete di rinunciare a entrare in Vaticano. Una di quelle occasioni che non si possono rifiutare. Me lo hanno chiesto persone importanti». Chi? «Tronchetti Provera, Gonfalonieri, il sindaco Albertini e il maestro Muti». E poi? «Senza la presenza del maestro Riccardo Muti come direttore musicaJeper me non aveva più senso restare». È vero che le daranno un indennizzo economico, una sorta di risarcimento per l'offesa subita? «Non scherzi nemmeno. Sono una persona seria, il mio impegno con la Scala finirà il 30 aprile». C'è chi dice che, invece, il maestro Muti si sia comportato diversamente. «Su questo non ho nulla da dire. Io non saprei che danni chiedere». Ha sentito il maestro Muti? «Tutti i giorni. Anche oggi (ieri ndr)». E cosa le ha detto? «Che è molto dispiaciuto per quanto è accaduto. Mi ha dato la sua solidarietà». Se potesse tornare indietro, rifarebbe il dossier che hamesso sotto accusa la gestione dell'ex sovrintendente Carlo Fontana e i suoi rapporti con i sindacati? «Quale dossier»? Quello che il sindaco di Milano Gabriele Albertini ha letto in consiglio comunale. «Sia chiaro, io non ho preparato nessun dossier su Fontana. Queste cose le vada a chiedere al sindaco o al consiglio di amministrazione». Ora cosa farà? «Mi cercherò un lavoro». Davvero non ha già firmato per qualche altro teatro? Lei è un nome quotato. «No». Ha qualche consiglio da dare al suo successore? «Non ne ha bisogno. È un ottimo professionista».
Meli: non ho potuto fare il mio mestiere
Mauro Meli, sovrintendente alla Scala, è stato dimissionario. Si sente molto triste e profondamente deluso. Ha affermato di non aver potuto fare nulla per risolvere i problemi che si erano ingigantiti negli anni. Ha anche affermato di non essere stato supportato da nessuno, ma ha riconosciuto di aver sbagliato ad accettare il ruolo. Ha menzionato il sindaco di Milano Gabriele Albertini, il maestro Riccardo Muti e il direttore artistico Tronchetti Provera tra i responsabili della sua uscita. Ha anche affermato di aver ricevuto una solidarietà del maestro Muti, che gli ha detto di essere molto dispiaciuto per quanto è accaduto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo