Dopo molti anni la collezione donata dall'artista alla Fondazione Ambrosiana riapre al pubblico. Inizialmente sarà aperto durante il fine settimana Il conto alla rovescia è cominciato. Sabato 10 maggio riapre al pubblico la Casa Museo Lodovico Pogliaghi al Sacro Monte, restituendo ai varesini, e non solo, il grande patrimonio che l'artista milanese donò all'Ambrosiana dopo la sua morte. L'evento sarà anticipato per giornalisti e autorità lunedì 5 maggio e, come è facile da immaginare, si lavora senza sosta per definire gli ultimi dettagli dell'allestimento delle opere in mostra, curato dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, e i servizi di accoglienza del pubblico seguito da Archeologistics. Lunedì con molta probabilità si saprà il nome della persona incaricata dalla Fondazione Ambrosiana quale direttore del Museo. L'attesa riapertura è stata resa possibile grazie al finanziamento di 100mila euro per il restauro, la messa in sicurezza e la manutenzione ordinaria degli ambienti stanziato dalla Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, nell'ambito di una più ampia valorizzazione del Patrimonio Unesco dei Sacri Monti di Piemonte e Lombardia. Inizialmente il Museo sarà aperto durante il fine settimana, con la possibilità di visitarlo negli altri giorni su prenotazione. «In mostra vi è una selezione di opere della collezione - spiega Elena Castiglioni di Archeologistics - che in parte hanno subito un intervento di restauro ed in parte solo di pulitura grazie al buono stato di conservazione. Sicuramente l'opera di maggior impatto emotivo è la grande porta del Duomo di Milano collocata al centro di quello che era l'atelier dell'artista. Alcune opere nella ripulitura hanno tenuto conto dei successivi interventi di Pogliaghi che era solito lavorare sulle opere di altri artisti acquistate dagli antiquari. In alcuni casi sono lasciate le tracce di gesso che dimostrano i calchi fatti dall'artista, ormai parte integrante della vita dell'opera». La collezione accoglie sia le opere del Pogliaghi che oggetti di varia natura che l'artista collezionò lungo l'arco della sua vita. La sua curiosità infatti spaziava dai reperti archeologici egiziani o etruschi, a tappeti orientali a ceramiche e mobili antichi che dimostrando la personalità poliedrica e a volte inattesa di questo uomo d'arte. La complessità del progetto di riapertura ha coinvolto il lavoro di tre soprintendenze, per i Beni Architettonici e Paesaggistici, per i Beni Archeologici e per i Beni storici artistici ed etnoantropologici, che hanno lavorato con la Fondazione Ambrosiana seguendo la struttura architettonica della Casa Museo e la collezione in essa custodita. «Stiamo lavorando in sinergia con le altre realtà del Sacro Monte come il Museo Baroffio per un biglietto cumulativo e la stagione teatrale estiva Tra Sacro e Sacro Monte per l'apertura serale della collezione» continua Elena Castiglioni. All'inaugurazione di lunedì 5 maggio saranno presenti il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, il Presidente della Congregazione dei conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Monsignor Gianni Zappa, e il Presidente della Fondazione Pogliaghi, Giuseppe Battaini. La Collezione Durante il restauro delle cappelle del Sacro Monte di Varese, Pogliaghi rimase stregato come molti prima di lui dalla tranquillità e dalla bellezza di questa terra. Qui decise di acquistare un terreno nel 1885 sul quale iniziò a costruire la villa alla quale lavorò quotidianamente e alacremente fino alla morte sopraggiunta nel 1950. Concepì l'abitazione come un laboratorio-museo dedicato al ritiro, allo studio e all'esposizione del frutto della sua passione collezionistica. L'edificio, progettato dallo stesso Pogliaghi, riflette il gusto ecclettico dell'epoca e l'interesse del proprietario verso tutte le forme d'arte, con sale ispirate ai diversi stili architettonici e un giardino all'italiana costellato di antichità e oggetti curiosi. Nell'arco di sessant'anni Pogliaghi raccolse una prestigiosa e consistente collezione di opere d'arte comprendente preziosi reperti archeologici egizi, etruschi e di epoca greco-romana (ceramica, sarcofagi, statuaria, glittica, vetri),pitture e sculture databili tra il Rinascimento e l'epoca barocca (tra cui statue lignee del XV e XVI secolo, una scultura del Giambologna e tele di Procaccini, Magnasco e Morione), una ricca collezione di tessuti antichi europei e asiatici (eccezionale la collezione di tappeti), pregiati arredi, curiosità e oggetti bizzarri da tutto il mondo. Accanto alla sua collezione allestita con gusto personale tendente all'horror vacui la villa conserva bozzetti, gessi, disegni e materiali di lavoro di Pogliaghi, tra cui gli splendidi gessi originali della porta maggiore del Duomo di Milano. In totale la villa ospita più di 1500 opere tra dipinti, sculture e arti applicate e circa 580 oggetti archeologici. La villa, donata da Pogliaghi alla Santa Sede nel 1937 e oggi di proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stata aperta come museo dal 1974 e sino agli anni 90 del novecento. L'allestimento, progettato per questa nuova apertura, propone di avvicinarsi il più possibile alle scelte dell'artista, secondo un allestimento del 1955, conservando l'originale e personalissima disposizione degli oggetti e delle opere, come prescritto dallo stesso Pogliaghi. L'artista Lodovico Pogliaghi (Milano, 1857 - Varese, 1950) fu uno dei più significativi artisti lombardi vissuti a cavallo tra Ottocento e Novecento,tuttavia ancora poco noto tanto nella sua città natale, dove lavorò e insegnò all'Accademia di Brera, quanto a Varese, dove soggiornò prevalentemente a partire dal 1885 e morì all'età di 93 anni. Artista poliedrico, pittore e scultore oltre che orafo, decoratore e scenografo, fu sempre fedele alla tradizione classica e allo studio dei grandi maestri del passato. Conquistò la fama aggiudicandosi il concorso per la realizzazione della porta maggiore del Duomo di Milano, alla quale lavorò fra 1894 e 1908 dalla sua casa al Sacro Monte di Varese, dove ancor oggi si conservano i gessi originali. Lavoratore instancabile, univa una facile ispirazione a una eccezionale preparazione tecnica e culturale, una volontà tenace a una resistenza formidabile, una scrupolosa acutezza di esecuzione a un'estrema rapidità di creazione. Il suo percorso artistico è stato permeato da un'intransigente fedeltà alla tradizione e da una rigida disciplina accademica. Dibattuto tra gli ultimi aneliti del tardo Romanticismo e qualche timida apertura alla sensualità Liberty, Pogliaghi resterà sostanzialmente escluso dai movimenti rivoluzionari e dalle avanguardie che tra fine Ottocento e la metà del Novecento cambiarono completamente il volto dell'arte europea. Egli fu artista nel senso rinascimentale del termine, dedito com'era al costante affinamento virtuosistico delle sue abilità tecniche ed espressive. Accanto alla figura del Pogliaghi artista si staglia quella del Pogliaghi ricco borghese e colto e raffinato collezionista. Una passione per antichità e bizarrerie di tutte le epoche e terre che ha presto reso la sua abitazione al Sacro Monte di Varese un eclettico scrigno di tesori, una preziosa wunderkammer tardo ottocentesca. Casa Museo Pogliaghi Via Beata Giuliana 5, Santa Maria del Monte in Varese Lunedì 5 maggio 2014 - su invito Ore 10: inaugurazione Ore 11: preview per la stampa Ore 12: aperitivo Contatti infocasamuseopogliaghi.it 39 3288377206 Pagina Twitter Apertura al pubblico da sabato 10 maggio 2014 Biglietti di ingresso: Intero 4 Ridotto gruppi scolastici e adulti (gruppo sopra le 15 persone): 3 Biglietto Famiglia (2 adulti 2 bambini): 10 Cumulativo Casa Museo Pogliaghi Museo Baroffio: 5 Residente Santa Maria del Monte: gratuito Orari di apertura: da 15 marzo a 15 novembre: - apertura nei week end (sabato, domenica e festivi): 9 - 18 - aperture straordinarie serali nei mesi da giugno ad agosto (sarà pubblicato calendario specifico delle serate di apertura) - per gruppi su prenotazione apertura in qualsiasi giorno della settimana Servizi aggiuntivi: - visita guidata inclusa nel biglietto di ingresso nelle fasce orarie 10, 11, 12, 14, 15, 16 e 17 (sabato, domenica e festivi) - bookshop - visita guidata gruppo adulti o scuole (solo Casa Museo): 60 (gruppo max 25 persone) - visita guidata gruppo adulti o scuole (Casa Museo e Viale delle Cappelle - mezza giornata): 80 (gruppo max 25 persone) - visita guidata gruppo adulti o scuole (Casa Museo, Viale delle Cappelle, borgo e Museo Baroffio) 160 (gruppo max 25 persone) - domenica mattina: visita guidata per singoli eo famiglie con partenza dalla prima cappella alle ore 9.30: 10cad. (comprensivo di visita guidata e biglietto d'ingresso alla Casa Museo) 2052014