ROMA «Per la lista dei ministri sono pronto anche domani». Ieri sera Silvio Berlusconi ostenta va sicurezza in vista della conclusione delle consultazioni del presidente Ciampi. Il Cavaliere, infatti, vuole apportare solo poche modifiche rispetto al governo uscente. I ministeri più in bilico sono quelli delle Attività produttive, guidato dal forzista Antonio Marzano, e dei Beni Culturali, gestito da Giuliano Urbani. Al posto di Marzano potrebbe arrivare un altro esponente di Forza Italia, ossia Claudio Scajola. Che a sua volta lascerebbe vacante la casella dell'Attuazione del programma. In questo caso sarebbe il socialista Stefano Caldoro ad essere promosso ministro. Per le Attività produttive, tramontata l'opzione a favore del presidente della Confcommercio, Sergio Bilie, circola anche il nome di Gianni Alemanno. Il ministro di An, da quattro anni alle Politiche agricole, sembra però poco intenzionato a lasciare il suo dicastero. Un interesse per la stessa poltrona la coltiva invece Adolfo Urso, al momento vice-ministro proprio dì Marzano. Per quanto riguarda i Beni Culturali, poi, le chance maggiori ce le avrebbero il centrista Rocco Buttiglione, il forzista Ferdinando Adornato e il repubblicano Giorgio La Malfa. Se il ruolo dovesse spettare a Buttiglione, la casella delle Politiche comunitarie andrebbe nella mani del presidente del Pri. Il valzerdelle poltrone sarebbebe più ampio se in gioco entrassero anche i cosiddetti ministri "tecnici" e il titolare leghista delle riforme, Roberto Calderoli. La Lega fa quadrato sul suo uomo. E infatti fino a ieri sera non sembravano emergere novità. Ancora oggi, però, il presidente del Consiglio cercherà dì convincere i lumbard a fare un passo indietro. Se il pressing di Palazzo Chigi dovesse sortire un qualche effetto, la delega delle riforme potrebbe passare nelle mani dello stesso Berlusconi o potrebbe esserci una "staffetta" con l'attuale ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia. Nella prima ipotesi Calderoli verrebbe ricompensato addirittura con una vicepresidenza del Consiglio. Una soluzione però che sembra essere scartata un po' da tutti. In primo luogo perché il "no" di Follini al rientro fa propendere il premier per non avere altri "vice". Eppoi perché comporterebbe la promozione a vice-premier di altri tre rappresentanti della coalizione: Buttiglione, Fini e Tremomi. Una strada che non vuole essere percorsa da nessuno e che anche il Cavaliere considera impraticabile: «E poi che li gestisce? Ci pensate a Tremoliti e Fini?». II puzzle, appunto, potrebbe arricchirsi delle sostituzioni dei "tecnici" . Per il momento Berlusconi non vuole fare a meno di Sirchia, Lunardi e Stanca. An e Udc premono per sostituire almeno i primi due. In quel caso potrebbe essere Francesco Storace ad approdare al ministero della Sanità. Inalternativa è pronto il centrista Mario Bac-cini che lascerebbe sempre per Storace la Funzione pubblica. Per lo stesso ruolo ci sarebbe la candidatura anche di Ignazio La Russa. Qualche piccola novità potrebbe arrivare anche tra i vicemimstri con il trasloco di Michele Vietti all'Economia. Sorprese dell'ultima ora, comunque, sono sempre possibili. In un primo momento, ad esempio, era circolato il nome diEmmaBoninoedeH'ex presidente della Confindustria D'Amato. Tutti gli altri, infine, rimarranno al loro posto. Nella distribuzione delle cariche, però, stanno svolgendo un ruolo anche le prossime nomine a enti pubblici e Authoriry. Per la Rai, ad esempio, è ben piazzato proprio Giuliano Urbani anche se nel centrosinistra c'è chi contesta, in base alla legge sul conflitto di interessi, la possibilità che un ministro possa trasferirsi in un ente pubblico come quello di Viale Mazzini.
Riforme, possibilità per La Loggia. In calo le quotazioni di Tremonti vicepremier
Ieri sera Silvio Berlusconi ha ostentato la sicurezza in vista della conclusione delle consultazioni del presidente Ciampi. Il Cavaliere vuole apportare solo poche modifiche al governo uscente. I ministeri più in bilico sono quelli delle Attività produttive e dei Beni Culturali. Per l'Attività produttive, potrebbe arrivare Claudio Scajola, mentre per i Beni Culturali, potrebbero essere promossi Rocco Buttiglione, Ferdinando Adornato o Giorgio La Malfa. La delega delle riforme potrebbe passare nelle mani di Berlusconi o di Enrico La Loggia. Il presidente del Consiglio cercherà di convincere i lumbard a fare un passo indietro.
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