L'operazione efficienza del ministero: una doppia guida al Polo museale La spending review del ministero regina del foyer Un manager per il Polo museale Il futuro della cultura fiorentina tiene banco nel foyer del Teatro comunale. Da una parte l'ansia per le risposte che Roma deve dare alla Fondazione del Maggio musicale, dall'altra la spending review approvata dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministero dei Beni culturali, che riguarderà soprintendenze (accorpate) e gestione manageriale dei Poli museali. Se Firenze non sembra rischiare il matrimonio forzato con un'altra soprintendenza ma forse una riorganizzazione, l'unione riguarderà invece quasi certamente Pisa e Lucca dal ministero si conferma invece l'arrivo di un manager al Polo museale. «Un bocconiano agli Uffizi insomma», come si lascia sfuggire un autorevole dirigente della soprintendenza fiorentina. Ma non subito: la norma deve prima passare dal Presidente della Repubblica, poi dovranno essere selezionati i manager. Quanto al Maggio musicale, la prossima inaugurazione dell'Opera di Firenze sposta un po' l'attenzione. Il Wagner che apre l'ultima edizione al Comunale del festival sfila via, mentre si respira l'attesa di notizie da Roma, aspettando le decisioni che daranno il «la» al piano di salvatagaggio predisposto dal commissario Francesco Bianchi, piano ancora fermo nel cassetto del supercommissario alle fondazioni liriche, Pierfrancesco Pinelli. È lui il «grande assente» di ieri in Corso Italia. L'ansia di notizie da Roma la si capisce dalla folla che, a più riprese, si crea intorno al dirigente del ministero Salvo Nastasi. Nastasi spiega che «il nuovo comitato di indirizzo della Fondazione si insedierà tra pochi giorni» e anche per i 30 milioni del fondo di garanzia che servono in più rispetto al plafond iniziale di 75 ci sarebbero speranze. «Sono molto ottimista» si lascia sfuggire, i soldi della legge Bray «arriveranno prestissimo». I cinque membri del comitato sarebbero quasi tutti già decisi: il Comune, oltre al vicesindaco, nominerà un avvocato. Il ministro Dario Franceschini ha in testa una donna. La Regione forse si indirizzerà altrove rispetto al musicologo a cui aveva pensato. Di tutto questo Nardella, Franceschini, il governatore Enrico Rossi parleranno lunedì. Nel foyer molti volti noti, poca mondanità. C'è come sempre Giuliano Ferrara, che parla a lungo con il senatore Pd Franco De Benedetti. Giuseppe Morbidelli, presidente di Banca Cr Firenze, esce a fianco dell'ex procuratore capo Giuseppe Quattrocchi. Molti i magistrati presenti, come il procuratore Tindari Baglione. C'è il cardinale Giuseppe Betori, che sarà presente anche all'inaugurazione dell'Opera: lo stesso giorno, il 10 maggio, ha un incontro in Vaticano con Papa Francesco, «ma farò di tutto per esserci» confida. Si vede la console Usa Sarah Morrison, ma anche Krispin Bern dell'Opera di Graz, Ferec Anger da Budapest, c'è una rappresentanza dell'Opera di Atene. Arriva l'economista, ora nel Cda di Enel (indicato dal governo Renzi), Luigi Zingales. Solo due consiglieri comunali, Valdo Spini e Mario Razzanelli, che si ferma a parlare con la moglie del coordinatore di Forza Italia Denis Verdini, Simonetta Fossombroni. C'è l'imprenditore Marco Bassilichi e Alberto Bianchi, fratello del commissario, appena nominato nel Cda di Eni. Spicca, di bianco vestita, l'ormai ex assessore e étoile Carla Fracci. Il gran galà, con tanto di premier e diretta Rai, sarà tra 10 giorni alle Cascine. E forse saranno arrivate già buone notizie per il Maggio.