VENEZIA Non è piaciuta ai No Nav la conversione del sindaco Orsoni sulla via della Marittima e la proposta della connessione Canale dei Petroli-Vittorio Emanuele. «Difficile immaginare che un Governo possa dare credito alla posizione di una città, ammesso che il sindaco davvero la rappresenti - commenta il portavoce del comitato No Grandi Navi dice Silvio Testa - Dopo aver sostenuto per due anni l'ipotesi Marghera, Orsoni ora l'ha abbandonata con un giro di valzer». In realtà il sindaco non l'ha abbandonata ma è l'apertura al Vittorio Emanuele che irrita gli ambientalisti. «Il sindaco ha portato una posizione personale fa eco dal Pd la docente Iuav esperta di valutazioni ambientali Andreina Zitelli - Ma ha detto una verità: per fare arrivare le navi a Marghera o alla Marittima bisogna scavare. Se Orsoni vuole sposare una soluzione che distrugge la laguna, venga a confrontarsi». Dagli ambientalisti agli industriali, l'«esito» del Comitatone non soddisfa nessuno. «Tempo prezioso è stato perso in polemiche dice il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas - chiediamo certezze, invitiamo il Governo, già nella riunione tecnica tra 15 giorni, ad indicare la via alternativa più opportuna che mantenga la centralità della Marittima senza interferire con i traffici commerciali e che garantisca i minori costi e tempi di realizzazione». Il segnale della riunione sprint di ieri senza il presidente del Consiglio Matteo Renzi impegnato in una telefonica bilaterale con Vladimir Putin è a bassa frequenza, ma forte e chiaro: Renzi ha messo la decisione nelle mani dei ministri delle Infrastrutture Maurizio Lupi e dell'Ambiente Gian Luca Galletti. I tecnici dei due ministeri stanno studiando i progetti che portano le navi in Marittima, i bene informati dicono che le ipotesi per tenerle fuori dalla laguna sono ai piani bassi della classifica. Con la nuova proposta Ca' Farsetti ha scalato qualche posizione e il Petroli-Vittorio Emanuele ora potrebbe gareggiare col Contorta e il retro-Giudecca. «Il Contorta è un'opera costosa e invasiva ma monouso perché limitata alla Marittima osserva il sottosegretario all'Economia di Scelta Civica Enrico Zanetti Il retro-Giudecca sarebbe utile alla città anche nella prospettiva di portare le navi fuori dalla laguna, come nel progetto De Piccoli». Un canale double-face, utile per i transatlantici oggi e, domani, per ferry e mezzi pesanti. Il progetto è nella top three. «Intanto si è sventato il pericolo che ci fosse una verità sola, unica e assoluta - nota il senatore Felice Casson, Pd ora dovrà continuare l'analisi dei progetti e andrà presa una decisione motivata. Gli esclusi potranno anche fare ricorso, con tutto ciò che ne consegue». L'esito interlocutorio, insomma, è un buon segnale. «Il presidente dell'autorità Portuale Paolo Costa puntava a chiudere oggi la partita osserva dai No Nav Tommaso Cacciari - Non è accaduto e ciò consegna alla città un mese e mezzo di mobilitazione, una ulteriore opportunità di fare sentire la propria voce». Senza le mobilitazioni, ricorda, il caso Grandi Navi non sarebbe mai arrivato a Palazzo Chigi. «Al Comitatone un'utile scambio di opinioni. Contiamo sia stato utile per far capire agli attori che bisogna accelerare i tempi e decidere in fretta», dice cauto da Vtp il presidente Sandro Trevisanato.