La decisione della Procura di Torre Annunziata dopo il provvedimento nato da un'inchiesta sui lavori di restauro NAPOLI - L'inchiesta della procura oplontina sui lavori del 2010 produce due conseguenze. La prima è la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex commissario Marcello Fiori. La seconda è il ritorno alla fruibilità del Teatro Grande. RIAPRE - La grande lirica torna a Pompei. E lo fa in uno scenario unico dal 2011 sottratto ai fruitori. È stato dissequestrato dalla Procura di Torre Annunziata, infatti, il Teatro Grande di Pompei, oggetto di un'inchiesta su lavori di restauro eseguiti durante il periodo di commissariamento del sito archeologico con la gestione di Marcello Fiori. Il Teatro Grande sarà restituito da quest'estate al pubblico con la programmazione di spettacoli estivi. La richiesta di poter utilizzare camerini, luci e materiale per l'allestimento del palco è stata avanzata dal Commissario prefettizio al Comune di Pompei Aldo Aldi al Procuratore di Torre Annunziata, Sandro Pennasilico. A curare il cartellone estivo che durerà fino a maggio sarà il teatro Verdi di Salerno. In programma anche la Turandot di Giacomo Puccini, Medea di Seneca e le «Operette morali» di Giacomo Leopardi. L'INCHIESTA - Intanto la Procura di Torre Annunziata ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati nell' inchiesta avviata nel 2010 sui lavori di restauro al Teatro Grande. Tra gli indagati figurano l'ex commissario Marcello Fiori, il funzionario della Soprintendenza Luigi d'Amora, per abuso d' ufficio e truffa ai danni dello Stato. Indagati anche l'amministratore delegato dell'impresa Caccavo, incaricata dei lavori, ed i consulenti dell'impresa Lorenzo Guariniello, Vincenzo Prezioso ed Antonio Costabile.