NAPOLI - Una catena umana per un grande abbraccio intorno agli Scavi. Quasi per mantenere idealmente insieme le mura ed evitare nuovi crolli causati dai troppi anni di incuria e di abbandono. Il comitato «Pompeimia» domenica 4 maggio mobilita tutti quelli che amano Pompei e dà appuntamento alle 10.30 in piazza Anfiteatro. Una manifestazione per far capire a tutti che gli Scavi di Pompei sono un patrimonio culturale dell'umanità oltre ad essere una grande occasione di sviluppo culturale ed economico per tutti i cittadini. «Si invitano quindi - è scritto nell'appello - i cittadini a manifestare tramite la catena umana per restituire dignità a un sito che, per troppo tempo, è stato soggetto all'indifferenza delle istituzioni e dei cittadini. Tutti sono invitati a riportare le testimonianze dell'incuria dei loro territori tramite lo strumento della fotografia, striscioni, slogan in modo tale che l'abbraccio a Pompei diventi anche l'abbraccio a tutto il patrimonio culturale nazionale». Parteciperanno inoltre gruppi musicali con balli della tradizione campana e gli studenti dell'Accademia di Belle Arti che doneranno alcuni lavori ai partecipanti. Stesso appello rilanciato sul web dagli «Indivanados» che con i loro «ttwittstorm» stanno ponendo l'attenzione sul caso pompei al di là delle versioni ufficiali e ufficiose su motorini parcheggiati negli Scavi o antiche domus trasformate in pizzerie dopo il restauro. Tam tam che corre su salviamopompei pompeimia e avrà il suo naturale sbocco nella festa-protesta di domenica prossima. A giudicare dai numeri elaborati dalla Soprintendenza sembra che le polemiche facciano bene a Pompei dal punto di vista dei visitatori e degli incassi. Tanto che il ministero di Franceschini, pur confermando l'apertura gratuita per tutti i siti museali ha disposto che il biglietto degli Scavi si paghi. E' la prima volta che accade ed è la conferma che Pompei per i Beni culturali è una miniera d'oro. Infatti, fonte Soprintendenza, sono stati 154.304 i visitatori che nella settimana di Pasqua e in quella del 25 aprile hanno affollato il sito archeologico. Nello stesso periodo del 2013 erano stati 124.009. Insomma oltre trentamila in più. Un exploit consistente se si mette in conto che il tempo non è stato gran che. L'incremento registrato è stato del 20 in più rispetto all'anno precedente, con punte massime registrate nel giorno di Lunedì in Albis con 15.740 visitatori e di 15.867 il 25 aprile, rispettivamente il 25,5 e il 40 in più dello scorso anno. Pompei insomma va. Con tutti gli affanni e i problemi ancora da affrontare. E tante domande senza risposta. «Perché - spiega ad esempio Antonio Irlando dell'Osservatorio patrimonio culturale - dopo oltre quattro mesi dalla nomina del solo direttore generale, e il vice deve essere rinominato sono ancora senza staff operativi le strutture Grande Progetto Pompei e Unità Grande Pompei, istituite con la legge Valore Cultura voluta dall'ex ministro Bray?». Una domanda da girare direttamente a Franceschini che ha capito subito che Pompei sarà il punto caldo, se non scottante, del suo ministero. «Si parla delle nuove domus restaurate e aperte - continua Irlando - ma la delusione sta nel fatto che, dal giorno dell'inaugurazione con Franceschini, le case sono rimaste tutte aperte per l'intera giornata, ma solo per quattro giorni. Infatti, ora l'apertura è ridotta a mezza giornata ed è programmata, come si legge sul sito della soprintendenza di Pompei, fino "al 30 aprile". E dopo? Le case saranno richiuse, come spiegano i sindacati, per la cronica mancanza del personale di custodia».