Il premier Matteo Renzi guarda al Colosseo, lo nomina come esempio, come simbolo da cui far (ri)partire la riforma della pubblica amministrazione. «Non accadrà più al cittadino di sentirsi un ospite indesiderato. Ad esempio mi hanno segnalato che al Colosseo alcuni funzionari hanno trattato dei turisti che stavano entrando in maniera non gentile, in modo che questi ci siamo rimasti male. Io ho ricevuto anche delle lettere per questo». La presa di posizione del presidente del Consiglio avviene ieri sera durante un'intervista televisiva. È una promessa che il premier fa rispondendo alle domande di Bruno Vespa a «Porta a Porta». Il Colosseo, il monumento più importante d'Italia, sicuramente il più visitato con 6 milioni circa di ingressi annuali, viene utilizzato da Renzi come simbolo, «per il recupero dell'orgoglio del lavoro nella nostra pubblica amministrazione», spiegano dal suo staff. «Tutti i visitatori ai nostri siti sono ospiti graditi, ci adoperiamo costantemente per migliorare i servizi di accoglienza che per il Colosseo sono distribuiti senza interruzione dal lunedì alla domenica, ed estesi fino a mezzanotte da aprile ai primi di novembre, per alcuni giorni alla settimana», spiega Mariarosaria Barbera, soprintendente speciale ai beni archeologici di Roma. Ma è la stessa dirigente Mibact a precisare che saranno sicuramente svolti accertamenti sulle segnalazioni denunciate dal presidente del Consiglio, durante l'intervista alla trasmissione «Porta a Porta». E se da una parte Barbera assicura un accertamento interno per verificare i comportamenti dei dipendenti nei confronti dei turisti, «e comunque i funzionari non fanno accoglienza», dall'altra denuncia la carenza di personale. «Ci sono dei giorni che per tremila visitatori abbiamo solo un operatore. Altre volte in un solo giorno abbiamo anche 23 mila persone che vengono a visitare l'Anfiteatro Flavio, mentre i dipendenti che si occupano dell'accoglienza e della sorveglianza sono poche decine. Per questo potrebbero esserci stati episodi di stanchezza che controllerò». Effettivamente i numeri degli ingressi al Colosseo sono sempre molto alti: domenica di Pasqua sono stati 23.120 i turisti,a Pasquetta sono s 23.438 le presenze accertate. «Spesso ci sono intemperanze da parte di chi non riesce ad entrare perché arrivato troppo tardi o la fila è lunga - conclude la soprintendente - o di quelli che non vogliono uscire quando giunge l'orario di chiusura del monumento».