A quasi un anno dall'indimenticabile 5 maggio a L'Aquila, la comunità del patrimonio culturale torna a riunirsi in uno dei luoghi martoriati dai terremoti recenti: a Mirandola, domenica 4 maggio ( http:mirandola4maggio.wordpress.com). L'idea parte da Italia Nostra e da moltissimi cittadini emiliani che hanno l'urgente bisogno di sentire la solidarietà, ma soprattutto la vicinanza intellettuale e morale della comunità scientifica della storia dell'arte e dell'urbanistica. Naturalmente, la situazione dell'Emilia non è paragonabile a quella de L'Aquila: se non altro perché in Emilia non si è commesso il criminale errore di costruire le cosiddette new town, che sarebbe meglio chiamare not town. Ma moltissimi monumenti sono chiusi, e alcuni sono ancora coperti dalle macerie. E il pericolo più grave è quello che incombe sui centri storici e sulla loro integrità. Negli ultimi mesi si è fatta strada, in Emilia, l'idea di ricostruire gli edifici storici dov'erano, ma non com'erano. In convegni, saloni del restauro e altri appuntamenti pubblici sono stati presentati numerosi progetti di 'ricostruzione' che se approvati stravolgerebbero il tessuto monumentale urbano dell'Emilia, sconfessando una civiltà secolare. Architetti, teorici del restauro, amministratori pubblici hanno in questi mesi alimentato una retorica del terremoto come "occasione" di 'l avo ro' e di 'rinnova - mento': una retorica che se tradotta in azione rischia seriamente di non far conoscere agli italiani di domani l'Emilia Romagna che abbiamo conosciuto noi. Per questo, il 4 maggio, i poteri pubblici emiliani ascolteranno gli studiosi e i cittadini. Siamo tutti grati agli organi della tutela per l'infaticabile lavoro che sta mettendo in sicurezza il patrimonio storico e artistico emiliano: un lavoro che ha conosciuto punte di eccellenza, come il Centro di raccolta di Sassuolo. Ma siamo anche perplessi di fronte a quelle che sono sembrate delle singolari aperture alla teoria del dov'era ma non com'era. Il 4 maggio sarà dunque un'importante occasione di confronto e verifica: non solo su come difendere il passato, ma soprattutto su come costruire il futuro.