In via Seddio uno stabile di 6 piani dove svettava «u Minicheddru» Porto Empedocle. Sta sorgendo nello stesso spazio occupato per decenni dal demolito palazzo «Minicheddru», in via Seddio, dietro al Municipio. Avrà sei piani, con il piano terra destinato a usi commerciali e ha nella Soambiente della famiglia Sodano di Agrigento il proprio committente. Colui il quale dopo tanti anni sta riportando l'edilizia «vera» nel centro storico empedoclino. Edilizia vera perché da interi lustri tra l'altipiano Lanterna e la via Roma non veniva costruito ex novo un palazzo, tra l'altro a più elevazioni. Dunque una notizia storica per Porto Empedocle, assurta (a torto o a ragione) nei giorni scorsi agli onori delle cronache nazionali per la demolizione dell'antico palazzo Montagna in via Lincoln. Demolizione decisa dal proprietario, Salvatore Burgio, stanco di attendere che la soPrintendenza desse ascolto alle precedenti istanze di restauro presentate e non accolte dallo stesso architetto empedoclino. soPrintendenza che non ha esitato a denunciare lo stesso Burgio perché il Montagna era - nonostante il degrado in cui versava - sottoposto a vincolo dal 2005. Ma questa è un'altra - triste - storia empedoclina. Dalle parti di via Seddio è tutto un martellamento, un tintinnare di chiodi sulle tavole di legno, di mezzi che vanno e vengono, di operai che lavorano, di edilizia viva dunque, autorizzata dal Comune con concessione del 21 dicembre 2012. Sulla tabella regolamentare posizionata all'ingresso del cantiere si legge come l'inizio dei lavori siano fissati per il 25 ottobre 2010. Lecito chiedersi come mai, visto che oggi il calendario recita 24 aprile 2014. Il direttore dei lavori è l'architetto empedoclino Vito Prato, il cui studio si trova a due passi dal cantiere, quindi chi meglio di lui ha visto in questi anni la morte lenta del centro storico empedoclino, tra case crollate da sole o «aiutate» a crollare con le demolizioni. Proprio come per il palazzo Minicheddru, raso al suolo qualche anno fa perché ormai era sul punto di collassare, devastando le case circostanti. Da evidenziare come nel contesto della costruzione del palazzo a due passi dall'inutile, inutilizzato e chissà quando utilizzabile parcheggio pluripiano, la Soambiente abbia previsto la riqualificazione dell'intera area intorno alla quale sorgerà il palazzo. Ricapitolando: lavoro per adetti specializzati nell'edilizia, riqualificazione del cuore del centro storico, stimolo a migliorare ciò che è migliorabile nei paraggi, case nuove in una zona storica della città. Ecco perché da via Seddio arrivano segnali concreti di rinascita per il cuore antico della città. 24042014