Domani si terrà la conferenza di servizi per il porto comprensoriale di Giardini Naxos-Taormina. E' un passaggio decisivo per l'economia di un importante tratto della costa jonica. Perché un porto che funzioni in grado di accogliere panfili e barche porta turisti e muove l'economia per tutto il contesto fatto di ristoranti, bar, agenzie di viaggio, uffici di noleggio auto, negozi di abbigliamento marinaro, tassì. Una zona turistica senza porto è come una ragazza senza fidanzato. Si può immaginare Capri senza porto, oppure Amalfi senza porto? I rappresentanti dei 17 Enti che si riuniranno domani a Giardini Naxos sono consapevoli che il porto comprensoriale rappresenta una potente molla per lo sviluppo dell'area più turistica di Sicilia e che del resto si tratta sostanzialmente di mettere in sicurezza e rendere fruibile uno scalo che si insabbia perennemente e che da anni è sempre stato lì a rappresentare il degrado e l'abbandono di una struttura costata tanto e costruita male. All'ing. Concetto Bosco, socio della Tecnis assieme all'avv. Mimmo Costanzo, chiediamo perché è così importante che domani la conferenza di servizi dia finalmente la sua approvazione per realizzare l'opera. «Le spiego- dice -. Stiamo investendo come privati 40 milioni nel progetto. E' in project financing e prevede il contributo della Regione per 12 milioni. Ma per avere questo contributo regionale che è fondamentale ci deve essere l'approvazione della conferenza di servizi. Se non c'è, l'operazione non può andare avanti, e sarebbe un grosso danno per il territorio in un momento in cui i privati non investono e non c'è lavoro. Noi investiamo e realizziamo il porto in due anni: lavoreranno in tanti anche nell'indotto. Avremo la gestione per 30 anni. Abbiamo fatto a Marina di Ragusa un bel porto turistico, ma il richiamo turistico di Naxos e di Taormina è ben più forte». Ci sono però sul piede di guerra gli ambientalisti che parlano addirittura di ecomostro. «Ma l'ecomostro è quello di oggi e non sarà quello di domani. A questo punto Legambiente chieda la demolizione del molo attuale. Noi non facciamo sul molo quote più alte, scaviamo e abbelliamo. Ho detto anche alla dottoressa Lentini del Parco ARCHEOLOGICo: chiedeteci quello che volete, sediamoci attorno a un tavolo, ma non diteci di no. Piuttosto che dire no a tutto, dicano dei sì a condizione. Quest'opera facciamola insieme per il bene del territorio. Se invece di 10 mila metri quadrati di aree commerciali ne vogliono 1000, discutiamone, ma allora invece di 30 anni di gestione ce ne vorranno 40 per far quadrare i conti. L'importante è fare le cose, non bloccare le iniziative dei privati che sono così rare. Noi non vogliamo cementificare un bel nulla. E l'opera non solo aiuterà l'economia della zona, ma darà anche risalto al Parco ARCHEOLOGICo che è molto bello, la prima colonia greca della Sicilia, ma poco frequentato per insufficienza di comunicazione. Se nel porto di Naxos potranno sbarcare i turisti saranno i nuovi fruitori del Parco ARCHEOLOGICo. Le dico di più: il porto può essere la porta di ingresso del Parco e questo lo metteremo nel sito. Questo è l'unico porto turistico possibile della zona, perché a Villa Sirina non si può fare perché si distruggerebbe la baia, l'Isolabella è impossibile. Si potrebbe fare a Letojanni, ma se ne dovrebbe fare uno nuovo: a Naxos il porto c'è già, si tratta solo di ristrutturarlo e modernizzarlo». In sintesi il progetto prevede 411 posti barca complessivi, di cui 378 da diporto da un minimo di 7 metri fino a 40, e 33 posti destinati alla marineria locale; un'ampia piazza pubblica di cerniera tra il tessuto urbano e la nuova struttura portuale. Inoltre un molo esterno per mega yacht, navi da crociera di piccolo tonnellaggio e aliscafi; punto di sbarco e centro di accoglienza per il turismo; uffici istituzionali; servizi igienici; pronto soccorso; parcheggi e servizi commerciali; piccolo cantiere nautico; piattaforma di bunkeraggio e rifornimento. Tutto questo entro l'estate del 2016. Mi permetto un suggerimento: gli ambientalisti controllino e facciano proposte, ma condividano l'essenza e l'importanza dell'opera. Per crescere. 27042014