Sopralluogo per salvare i mosaici della villa del Tellaro. Ieri mattina, una task force guidata dalla soprintendente Beatrice Basile, ha verificato le condizioni dei preziosi mosaici romani di Noto. Un sopralluogo a cui hanno partecipato anche il sindaco Corrado Bonfanti e alcuni esponenti di associazioni culturali netine per conoscere, de visu, in quali condizioni versano i pavimenti musivi della villa del Tellaro dopo l'allarme lanciato qualche settimana addietro sulla carenza di protezione e, dunque, sul rischio che i reperti possano danneggiarsi. «La situazione - dice la soprintendente Basile - è seria ma non grave come temavano. Certo, i mosaici hanno bisogno di interventi volti alla loro salvaguardia e, soprattutto, a evitare che le loro condizioni possano peggiorare per alcune carenze strutturali. Ci sono infatti problemi incipienti allo stadio iniziale che vanno affrontati subito, e in tal senso è stata decisa una linea di azione a lungo, medio e breve termine in accordo con il Comune netino». Il progetto più ampio - a lungo termine - mira a fondi europei per una ristrutturazione integrale della struttura e, dunque, un restyling complessivo della villa romana. «A medio termine - prosegue l'archeologa - occorrono invece fondi più limitati che potrebbero essere forniti dal Comune, dalla Regione e dunque da noi e, forse, da sponsor: ciò consentirebbe di dare una prima sistemazione alla copertura in modo da schermare i raggi del sole, impedire ai volatili di entrare nella struttura e provocare danni. Insomma, dar vita a provvedimenti capaci di mettere notevolmente in sicurezza e bloccare il problema principale del degrado dei mosaici. Infine, pensiamo di usare una parte degli introiti dei biglietti di accesso all'area archeologica per avviare la pulizia straordinaria dei mosaici e una prima opera di consolidamento». La soPrintendenza sta inoltre attendendo la conferma da Palermo per poter avviare interventi di somma urgenza attraverso i fondi garantiti dall'ex assessore regionale Sgarlata. SI tratta di circa 40mila euro necessari per l'intervento di consolidamento delle tessere musive. «Per fortuna i mosaici non sono in pessime condizioni - prosegue la soprintendente di Siracusa - ma dobbiamo evitare che le condizioni di degrado dovute all'escursione a causa di una mancata schermata efficace contro sole e pioggia, non peggiorino. In particolare, sono le due parti ai margini del complesso musivo, e dunque quelle maggiormente esposte all'aria aperta, ad essere le più rovinate». Un altro problema accertato ieri mattina riguarda, in particolare, uno dei mosaici del corridoio che non era mai stato distaccato dal luogo del suo rinvenimento e che, probabilmente per il contatto diretto con il sottosuolo, presenta una patina salina. Cosa che invece non accade nei mosaici staccati e poi ricollocati in situ che, appunto, non subiscono la venatura dei sali in superficie. «Studieremo il caso - conclude Beatrice Basile - e interverremo, magari chiedendo l'intervento del centro regionale di restauro che ha operato simili interventi a piazza Armerina». 25042014