Una lunga striscia di umidità che corre sulla parte sommitale della facciata principale dell'ex convento di San Francesco alla Collina. La pioggia, caduta negli ultimi giorni, lascia visibili e inequivocabili segni. Una macchia, o per meglio dire una enorme chiazza è apparsa da alcune ore e la situazione diventa preoccupante. Per la struttura, posta sulla collina storica, è allarme. Dopo il furto della grondaia in rame, avvenuto ormai circa due mesi fa, si attende un intervento per salvaguardare l'immobile ristrutturato, ma solo in parte. Il risultato è che l'ex convento, dopo il colpo messo a segno dai ladri, è rimasto fessurizzato sul tetto, con l'acqua che riesce facilmente a penetrare all'interno, scavando goccia dopo goccia sui muri. Per quanto tempo ancora? Si era parlato della possibilità di un intervento, nell'immediato, attivando la Sovrintendenza ai beni culturali di Catania ed attraverso essa, ottenere i fondi della Regione siciliana. «Stiamo valutando tutte le possibili strade - evidenzia l'assessore ai Lavori pubblici, Carmelo Palumbo - abbiamo già parlato con la Sovrintendenza di Catania, domani (oggi per chi legge, ndc), sarò a Palermo, all'assessorato alle Infrastrutture, per verificare di persona. È un lavoro a 360, guardando ad interventi nell'immediato ma pensando anche al futuro, al completamento dell'intervento. Se oggi dobbiamo correre ai ripari, è anche a causa del fatto che quest'opera non è stata completata, da qui l'inutilizzo ed il facile attacco dei ladri». Alla Regione, dunque, per capire se mai San Francesco potrà essere completato ed aperto. Per quanto riguarda l'ammissione a finanziamento del progetto di completamento per circa 1,8 milioni di euro, ottenuto almeno tre anni fa, sembra essersi persa traccia. «Alla Regione ci hanno detto che quella linea di finanziamento è praticamente esaurita - evidenzia ancora l'assessore Palumbo - siamo in gradutatoria ma non ci sono i soldi. Dunque appare inutile sperare. Non ci perdiamo d'animo, però, speriamo di riuscire nel nostro intento che resta quello di completare il convento di San Francesco. È per questo che a Palermo verificheremo la possibilità di percorrere altre strade, per ottenere i finanziamenti da altre misure disponibili». Completare oggi più che mai appare fondamentale per non trasformare "San Francesco alla collina" in un'altra incompiuta. Mary Sottile 29042014