I GIARDINI Reali cambieranno proprietà e diventeranno del Comune, che per usarli oggi versa allo Stato duecentomila euro l'anno. Quello che la città ha chiuso con il Demanio, tuttavia, non sarà soltanto un mero passaggio di proprietà che dovrebbe consentire di risparmiare sull'affitto, ma il primo passo verso il ridisegno della parte bassa dei giardini dei Savoia, quella esterna al recinto di Palazzo Reale. Il progetto è ambizioso: include un parcheggio sotterraneo per i turisti diretti al Polo Reale, il centro di accoglienza per i visitatori, ristorante e bar, la serra per la coltivazione delle piante destinate ai parchi storici della città. Il piatto forte dell'operazione è il nuovo parcheggio pubblico che l'assessore alla Viabilità, Claudio Lubatti, ha già fatto disegnare ai suoi uffici diretti dall'ingegner Roberto Bertasio. Con il passaggio di proprietà dell'intera area dei Giardini, che nelle prossime settimane sarà ratificato dalla giunta comunale, l'attuale piazza Carlo e Sigismondo Rossaro sarà liberata e resa disponibile. Nello spazio davanti all'Auditorium Rai di via Rossini già oggi usato come parcheggio a cielo aperto dai dipendenti dell'azienda sarà scavato un silos di tre piani da dedicare, per due livelli, alle auto dei visitatori in arrivo a Torino e del pubblico. Il piano restante sarà messo a disposizione dei residenti («pertinenziale»), anche in vista delle operazioni immobiliari previste all'interno della Cavallerizza. Insieme con i Giardini passeranno nella disponibilità del Comune anche le tre palazzine tra il parco e corso San Maurizio. All'interno di questi edifici, che l'amministrazione potrà finalmente recuperare (una era stata occupata anche dagli squatter), saranno realizzare due strutture al servizio dei turisti che approderanno ai Giardini, dove, anche se il parcheggio pub- blico non c'è ancora, già oggi arrivano i visitatori, considerato che l'asse del corso viene usato come posteggio per i bus delle comitive. Una delle "casette" diventerà sede dell'agognato centro visitatori di Torino, la vetrina in cui «esporre la città». Nell'altra sorgeranno un ristorante e un bar, sempre a servizio dei turisti. «Il progetto della città ci è stato sottoposto e lo abbiamo approvato, considerandolo molto positivo, a corredo del piano del Polo Reale» commenta il direttore regionale dei Beni Culturali, Mario Turetta. «È un'idea per far rivivere la parte bassa dei Giardini Reali aggiunge dandogli una vocazione degna». Ma dato che sempre di giardini si tratta, il progetto non si limiterà a parcheggi e strutture, ma anche al verde. Prevede infatti anche la realizzazione di quello che in Comune hanno chiamato il «Giardino Forbito», una serra tutta da costruire in cui gli agronomi comunali potranno coltivare, e far ammirare, le piante che serviranno per i parchi e le aiuole storiche della città.