Appello a Comune e Camera di Commercio. E allo Stato: detassare i contributi Un allarme, quasi un sos. È quello lanciato dal presidente della Fondazione Palazzo Strozzi Lorenzo Bini Smaghi in occasione della presentazione dell'ottavo bilancio annuale, che vede la struttura della fondazione scricchiolare a causa dei colpi di scure dei tagli agli enti locali. E ora si guarda al futuro con il rinnovo, ma solo fino al 2015 (pare a maggio) del contratto del direttore generale James Bradburne, che dovrà dimostrare di poter non solo fare ottime mostre ma anche più margini, oltre ad una sana spending review interna. Nel 2013, su un ricavo totale di 6,4 milioni di euro, Palazzo Strozzi ha registrato una diminuzione di 1,1 milioni rispetto al 2012, in parte per la riduzione di 900 mila euro dei contributi di Provincia, Camera di commercio e Comune di Firenze. «Palazzo Strozzi, una realtà virtuosa nel panorama italiano che dipende meno di qualsiasi altra istituzione culturale dal pubblico, ha bisogno di un minimo di contributi ha spiegatoBini Smaghi . E l'esperienza del 2013 ha mostrato che la soglia di un terzo di contributi pubblici è imprescindibile per la nostra attività: questa quota è arrivata al 25». Un ammanco che oggi fa tremare i polsi alla Fondazione che, con la Provincia ormai fuori gioco, per far quadrare i conti del 2014 è riuscita a trovare un sostegno andando a bussare alla Regione Toscana, che ha messo sul piatto un contributo di 400 mila euro e entrerà come socia. Una boccata d'ossigeno che però non è ancora sufficiente: il deficit dell'anno scorso ha «eroso» il patrimonio di 750 mila euro (anche se rimane superiore alla dotazione iniziale). «Se vogliamo ricostruire una parte di quel patrimonio ha aggiunto il presidente nel medio periodo serve un modello più sostenibile. Il mio è un appello al futuro sindaco e al futuro presidente della Camera di commercio. Il bilancio così com'è non è sostenibile». Nemmeno i privati, che da sempre costituiscono un fondamentale sostegno alla Fondazione, sono riusciti a dare sollievo alle casse: rispetto al 2013 le sponsorizzazioni sono passate da 3 milioni di euro a 2,7, mentre le erogazioni da associazioni Amici di Palazzo Strozzi e Partner Palazzo Strozzi sono rimaste a quota 800 mila euro, come il contributo dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze, rimasto a quota 1 milione come nel 2012 (ma più basso rispetto agli anni precedenti). Le prestazioni in biglietteria sono abbastanza buone (13,1) ma ben lontane da altre realtà culturali (mentre una decisiva flessione l'ha subita il bookshop, -40). «Questa è una fondazione finanziata al 46 dai privati, che continuano a sostenerci nonostante la normativa fiscale non favorevole, più un 20 di ricavi propri, quindi è autonoma al 70». Ma se di numeri si parla, non si possono tralasciare i visitatori: tra «piano nobile» e Strozzina, in 4 mostre, sono arrivati 220 mila visitatori (5 rispetto al 2012) e 57 mila sono stati i partecipanti alle attività gratuite. Numeri positivi ma non esorbitanti. I numeri della Strozzina sono decisamente più contenuti: le due mostre del 2013 hanno visto 30mila presenze per Un'idea di bellezza e quasi 22mila per Territori instabili. Le due esposizioni in corso, le prime del 2014, sembrano invece essere partite col piede giusto: Pontormo e Rosso Fiorentino (al piano nobile) è già a quota 60.243, mentre Questioni di famiglia conta ad oggi oltre 14 mila presenze. Ma il futuro non è fatto di certezze. La prossima esposizione ( Picasso e la modernità spagnola, dal 20 settembre al 25 gennaio 2015) è già più in cantiere e, nonostante le difficoltà, di abbassare l'offerta culturale non se ne vuole nemmeno sentir parlare. Una soluzione potrebbe essere defiscalizzare il contributo dei privati? «Dovremmo invertire l'onere della tassazione, ovvero defiscalizzare chi dà e far pagare una tassa all'istituzione che riceve dice Bini Smaghi creando così l'incentivo a dare senza far venir meno l'entrata fiscale. É un sistema che applicano in altri Paesi, si tratta di copiare».
Firenze. Un Sos da Palazzo Strozzi: troppi tagli dai soci pubblici
Il presidente della Fondazione Palazzo Strozzi, Lorenzo Bini Smaghi, ha lanciato un allarme per la situazione finanziaria della fondazione, che ha registrato una diminuzione di 1,1 milioni di euro rispetto al 2012. La fondazione dipende fortemente dai contributi pubblici, che hanno raggiunto il 25% del totale, un livello che Bini Smaghi considera imprescindibile per la sua attività. La fondazione ha cercato di compensare il deficit con un contributo della Regione Toscana, ma il deficit è ancora elevato e il presidente ha chiesto un modello più sostenibile. Bini Smaghi ha anche chiesto di defiscalizzare il contributo dei privati e di far pagare una tassa all'istituzione che riceve.
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