La Fondazione Palazzo Strozzi ha rappresentato una svolta positiva nel panorama della cultura italiana. Una «buona pratica» per il sistema di finanziamento pubblico-privato che ha introdotto. Un esempio sia per il ruolo di raccolta fondi dell'Apps (l'Associazione partner di Palazzo Strozzi, ormai sbarcata negli Usa e anche in Cina) che per l'attività di promozione dell'immagine internazionale di Firenze. La scelta di «dare una registrata» ai conti (e di indicare un maggior controllo del budget sulle mostre) è certo figlia della difficile fase attraversata dagli enti locali, ancora colonna portante del bilancio della Fondazione, che hanno tagliato parte dei loro contributi, solo parzialmente compensati dall'ingresso della Regione. Ma è il futuro che interessa, adesso. Ieri dal Consiglio della Fondazione è stato lanciato un appello a Comune e Camera di commercio, perché diano di più. D'altra parte la partnership innovativa con i privati potrebbe non essere più efficace senza nuovi strumenti fiscali per le «donazioni» per la cultura, sul modello europeo. L'idea di Lorenzo Bini Smaghi di introdurre in Italia un sistema come quello olandese (deducibilità fiscale delle donazioni, con le fondazioni che comunque pagano le tasse, per semplificare) è probabilmente una delle mille riforme di cui il Paese avrebbe bisogno: si sa che nell'agenda di Renzi c'è, ma nessuno può prevedere se e quando arriverà. Che si sia stati finora troppo innovativi o troppo fiduciosi, Firenze dovrà in ogni caso evitare il rischio di «fondazioni in rosso», come è successo in un passato neanche tanto remoto. E che sarebbe la peggiore smentita del valore dimostrato finora dall'esperienza di Palazzo Strozzi.
Firenze. Se Palazzo Strozzi tira le somme e lancia un Sos
La Fondazione Palazzo Strozzi ha rappresentato una svolta positiva nel panorama della cultura italiana. La Fondazione ha introdotto un sistema di finanziamento pubblico-privato, che ha permesso di raccolta fondi attraverso l'Apps e di promozione dell'immagine internazionale di Firenze. Tuttavia, la difficile fase attraversata dagli enti locali ha portato a tagli dei contributi, solo parzialmente compensati dall'ingresso della Regione. Per il futuro, la Fondazione ha lanciato un appello a Comune e Camera di commercio per aumentare i contributi. La partnership innovativa con i privati potrebbe non essere efficace senza nuovi strumenti fiscali per le donazioni per la cultura, come il sistema olandese.
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