Grandi navi, domani il Comitatone. Risale l'ipotesi Marghera Mondo produttivo e sindacati a Renzi: solo Marittima per fare presto VENEZIA Obbligatorio non restare a guardare. Lo sa il sindaco che sta preparando il dossier che porterà al Comitatone in cui dimostra la navigabilità del canale dei petroli prima e del Vittorio Emanuele poi dalle crociere per arrivare sia a Marghera che alla Marittima. Lo sanno gli industriali e il mondo produttivo veneziano che hanno scritto al presidente del consiglio Matteo Renzi ponendo l'attenzione sulle ricadute economiche ed occupazionali in caso di decisioni che allontanino le crociere da Venezia. Lo sanno anche i circoli del Pd del centro storico, che in contrasto con la posizione ufficiale del partito, hanno scritto al premier caldeggiando il terminal alla bocca di porto o a Marghera. C'è poi l'aspetto delle proteste con i No Nav che hanno già annunciato la mobilitazione del 7 e 8 giugno. Su questo aspetto però il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ieri in laguna per un summit con i prefetti è stato chiaro: «C'è sempre massima vigilanza su tutte le questioni che ruotano attorno a Venezia ha detto Attiveremo tutte le fonti di informazioni anche quelle riservate per contrastare in ogni modo eventuali derive». Di sicuro il Comitatone previsto domani influenzerà le prossime settimane. L'ordine del giorno è alquanto laconico e apre le porte a qualsiasi discussione: «Le problematiche riguardanti la salvaguardia della laguna e la portualità di Venezia». Non a caso il sindaco del Cavallino Claudio Orazio commenta: «Sembra quasi un ordine del giorno per comunicazioni». Invece quella che si prospetta a Roma sarà una accesa discussione sul futuro delle grandi navi ma anche dei poteri sulla laguna. Dice il sindaco Giorgio Orsoni: «Ho sollevato anche al ministro dell'Interno la necessità di una semplificazione di governance e un governo unitario: ci sono troppi freni e vincoli che derivano dalle diverse competenze». Su una cosa sono tutti d'accordo, togliere le navi da San Marco, ma la soluzione divide. Lo ha spiegato ieri anche il ministro Alfano: «Il vero punto in tutta la vicenda è riuscire a coniugare nel modo più equilibrato la salubrità di Venezia con la sua vocazione turistica e gli interessi economici che derivano dall'attività croceristica». Il sindaco spinge per Marghera che però a quanto pare è stata esclusa dai ministeri che continuano a puntare sulla Marittima applicando il decreto Clini-Passera che parla di strada alternativa e non stazione. Per questo Giorgio Orsoni sta ampliando il suo dossier con un focus sull'uso del canale Vittorio Emanuele per arrivare a Venezia, senza bisogno di scavare il Contorta-Sant'Angelo o andare dietro la Giudecca. Potrebbe essere la soluzione che mette d'accordo tutti, o quasi: la Capitaneria continua ad essere contraria alla commistione tra traffico commerciale e crocieristico. «Sto studiando da ingegnere idraulico», scherza il sindaco. Ritornerebbe così in pista il progetto presentato dall'ex assessore all'Urbanistica Roberto D'Agostino, anche perché per navigare il Vittorio Emanuele prima bisogna passare per Marghera. D'Agostino ha pensato a un nuovo terminal tra il canale industriale Nord e il canale Brentella in un'area confinante con il parco scientifico Vega e un bypass intorno all'isola delle Trezze creando una sorta di senso unico a semplificare il passaggio di container e crociere. Il progetto prevede l'arretramento delle sponde di una cinquantina di metri, ma il vero problema sarebbe rappresentato dai fanghi inquinati che dovranno essere scavati per aumentare la profondità dei canali e da una sorta di bacino di evoluzione che dovrà immettere anche le navi nel Vittorio Emanuele. La Marittima invece resta la parola d'ordine del mondo economico veneziano che ha inviato una lettera al premier Renzi in vista del Comitatone. Dagli industriali agli agricoltori, dalle cooperative ai sindacati, tutti uniti nel chiedere la conferma delle crociere in laguna, una decisione rapida e la soluzione in Legge obiettivo perché la variabile tempi non è secondaria. «La sospensione del transito in attesa di una soluzione strutturale impedisce il mantenimento e lo sviluppo dell'economia croceristica e quindi dei posti di lavoro scrivono Per questo non può essere messa in discussione la Marittima, soprattutto a favore di Marghera, porto merci per l'intero Nordest». In questi giorni il premier Renzi è stato «sommerso» dalle lettere in arrivo di Venezia. E' arrivata anche quella dei circoli veneziani del Pd che in contrasto con il partito comunale e provinciale (che chiede un confronto tra tutte le alternative prima della scelta finale, senza indicarne una), spingono per tenere le navi fuori dalla laguna con un terminal alla bocca di porto del Lido o al massimo a Marghera.
Venezia. Orsoni punta sul Vittorio Emanuele. Alfano avverte i No Nav: vigileremo
Il Comitatone previsto domani riguarderà le problematiche relative alla salvaguardia della laguna e la portualità di Venezia. Il sindaco del Cavallino Claudio Orazio ha sollevato la necessità di una semplificazione di governance e un governo unitario. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha affermato che ci sarà massima vigilanza su tutte le questioni che ruotano attorno a Venezia. Il progetto di Roberto D'Agostino prevede un nuovo terminal tra il canale industriale Nord e il canale Brentella in un'area confinante con il parco scientifico Vega. La Marittima è stata esclusa dai ministeri che puntano sulla stazione.
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