Intesa per l'uso di piazza Plebiscito. Angelini: «Mai detto no» NAPOLI Dopo un tira e molla di qualche giorno l'accordo è stato trovato. Il sì anche se non ancora nero su bianco è infatti arrivato e il concerto di Mika del 18 maggio in piazza Plebiscito si farà. Il via libera all'evento targato Nutella è arrivato. Ieri la fumata bianca durante l'incontro tra il direttore regionale dei Beni culturali, Gregorio Angelini e l'assessore comunale di Napoli all'Urbanistica, Carmine Piscopo. Una pax che sa però di tregua armata siglata con tanto di nota congiunta nella quale si dice che «la verifica e gli approfondimenti sulle caratteristiche e la qualità della manifestazione per i 50 anni di Nutella da tenersi in piazza Plebiscito consentono il superamento del precedente parere negativo dell'istituzione» anche in virtù «della constatazione di un prevalente aspetto celebrativo di un prodotto italiano di fama nazionale». Un sì maturato anche in seguito al «chiarimento su alcuni punti significativi per la tutela del patrimonio». Superato così lo stallo dopo l'opposizione del sovrintendente per i beni architettonici di Napoli, Giorgio Cozzolino, il sindaco ha commentato però sostenendo che «non si doveva arrivare fino a questo punto» in quanto «certi eventi necessitano di una programmazione per tempo». Possono quindi tirare un sospiro di sollievo le fan della star internazionale che, attraverso i social network, si erano già dati appuntamento al Plebiscito per ascoltare il primo concerto italiano del 2014 di Mika. Un appuntamento gratuito per cui sono previsti arrivi da tutt'Europa. La Soprintendenza e i tecnici del Comune verificheranno «con gli organizzatori che le condizioni di svolgimento della manifestazione rispettino la normativa vigente». «Procederemo al più presto con la Conferenza dei servizi all'interno della quale saranno resi i pareri che ancora mancano», ha detto Carmine Piscopo che con la soprintendenza dovrà vedersi molte altre volte «perché abbiamo tanti tavoli aperti ed è importante proseguire il dialogo tra istituzioni per la realizzazione di interventi decisivi per la città come il centro Unesco, il lungomare o eventi che servono a riportare Napoli in una cornice internazionale». Le parole del ministro Franceschini hanno sortito dunque un effetto immediato. Anche se stavolta il sindaco de Magistris pareva intenzionato ad andare avanti comunque, ritenendo eccessivo il no alla kermesse. «Non c'è nessuna norma che vieti i concerti in piazza. Le norme sul suo uso sono note, se i progetti rispettano le regole non ci sono problemi». Gragorio Angelini, direttore regionale dei Beni culturali, ora è decisamente ottimista. «Le polemiche di questi giorni ha aggiunto il dirigente del Minstero, mentre per Cozzolino è arrivata la solidarietà di Guido Donatone di Italia Nostra non hanno mai riguardato il concerto, ma solo le caratteristiche della manifestazione e i chiarimenti hanno consentito di superare l'equivoco». Angelini ha ricordato che «il vincolo» non vieta concerti, ma «esclude manifestazioni di carattere commerciale. La norma prevede invece che la piazza possa essere utilizzata per attività ricreative, culturali». Intanto l'8 maggio prossimo il Tar della Campania è chiamato ad esprimersi sul contenzioso tra Comune di Napoli e Ministero dei Beni culturali proprio per l'uso di piazza Plebiscito nato dopo il concerto di Bruce Springsteen. La sentenza dovrebbe fare chiarezza una volta e per tutte su come utilizzare la piazza per concerti e non solo.