Gli studi del Suor Orsola restituiscono nuovi tesori NAPOLI L'esistenza di un santuario extraurbano in prossimità del vicus publicus, fuori dall'area del pomerium, e collegato al tratto occidentale delle mura urbane di Pompei, da un lato; dall'altro, la presenza di una Porta Occidentalis (posterula) di accesso alla città, in asse con via di Nola e Porta di Nola, ascrivibile tra III e II secolo avanti Cristo. Sono queste le ultime scoperte emerse dagli studi dei ricercatori dell'Università Suor Orsola Benincasa, coordinati dall'archeologo Mario Grimaldi e da Umberto Pappalardo, direttore del Centro internazionale per gli Studi pompeiani Amedeo Maiuri del Suor Orsola. Le due nuove scoperte saranno inserite in un progetto di restauro, valorizzazione e soprattutto di successiva fruizione della Casa di Marco Fabio Rufo che il Suor Orsola presenterà oggi (ore 15.30) nella sala consiliare del Comune di Pompei. Le attività d'indagine archeologica con scavi stratigrafici sono partite nel 2004 nell'area del giardino della Casa di Marco Fabio Rufo, con l'obiettivo di documentare e studiare quest'area del tratto occidentale di Pompei in tutti i suoi aspetti urbanistici, architettonici, decorativi e sociali. Durante i dieci anni di campagne di scavo condotte fino ad oggi sono stati aperti 13 saggi, posizionati nell'area del giardino della Casa di Marco Fabio Rufo, dimostrando la presenza di particolari realtà di enorme valore, utili a una migliore comprensione delle fasi di vita della città di Pompei. Si pensi all'identificazione del vano d'apertura, presente e visibile nel corridoio, realizzato in fase con le mura in tufo grigio di una porta minore (posterula) occidentale nelle mura urbiche in asse con la via superiore delle Terme e via di Nola. L'esistenza di una Porta Occidentalis sarebbe da porre dunque in relazione alla realizzazione della seconda cortina interna delle mura in tufo grigio, adoperate e realizzate per ripristinare la precedente cortina in calcare, alla quale si congiungono in più tratti (Casa di Maius Castricius, Villa imperiale), in fase con la creazione di uno specus per la conduzione esterna dell'acqua reflua proveniente dal sistema di pendenze dell'incrocio di vie che proprio dinanzi l'ingresso della Casa di Marco Fabio Rufo, trovano il loro punto di espurgo. Gli studi e le ricerche condotte sinora in quest'area hanno così il duplice scopo di aggiungere un altro tassello alla storia di questa parte di città e di tentare di avviare un processo graduale che miri al restauro, alla valorizzazione e soprattutto alla successiva fruizione della casa in oggetto e di questo tratto delle mura rendendole per la prima volta visitabili ad un grande pubblico.