TRENTO Il programma «Marie Curie», lanciato dall'Unione europea, intende favorire la mobilità dei giovani ricercatori. Al tempo stesso, istituzioni diverse imparano a lavorare insieme. Fin qui l'incipit. Nei prossimi giorni (la scadenza è prevista il 16 maggio) si chiuderanno i termini del bando lanciato dai partner del progetto «Nasstec», di cui il Muse è capofila. Si cercano dodici ricercatori specializzati in botanica, ecologia, biologia molecolare. Per quattro anni, studieranno come rinaturalizzare l'ambiente, utilizzando piante autoctone. Sono quattro le istituzioni accademiche coinvolte. Il Muse, come detto, coordina l'intera squadra. Poi: l'università di Pavia, la Royal Botanic Gardens (Gran Bretagna), e l'istituto scozzese «James Hutton». Con loro tre industrie specializzate in ambito botanico. Referente e coordinatore del progetto è Costantino Bonomi. Botanico, specializzato in conservazione della diversità vegetale in Gran Bretagna nel 2000. Dal 2008 è responsabile della sezione botanica del Muse, curatore dei due giardini botanici, della serra tropicale e dell'erbario del Muse. «Il progetto spiega intende favorire la mobilità dei ricercatori e favorire azioni di rinaturalizzazione degli habitat prativi mediante la produzione di sementi autoctone». Cosa significa, in concreto? «Pensiamo ad esempio ai lavori di costruzione di una nuova strada o di una nuova pista da sci, la rinaturalizzazione e l'inerbimento successivo spesso avvengono utilizzando materiali arrivati da altri Paesi, addirittura al di fuori dell'Europa». Il rischio è introdurre una specie infestante. «Si parla di inquinamento biologico» precisa. Di qui l'idea, ovviamente sostenibile: sfruttare semi autoctoni. Ora il progetto, che dura quattro anni, sta entrando nella fase operativa. Al di là di un assistente al coordinamento scientifico, presto saranno selezionati undici ricercatori che si trovano nei primi quattro anni della loro carriera accademica. L'attività di formazione prevede la partecipazione a 2 summer school, 3 seminari specialistici e la conferenza finale «Sementi autoctone per la mitigazione ambientale» a Kew in Inghilterra.
Trento. Botanica, Muse capofila del progetto europeo. Bando per 12 ricercatori
Il progetto Marie Curie, lanciato dall'Unione europea, mira a favorire la mobilità dei giovani ricercatori in ambito botanica, ecologia e biologia molecolare. Il Muse di Trento coordina il progetto Nasstec, che si chiuderà il 16 maggio con la scadenza dei termini del bando. Si cercano dodici ricercatori specializzati in botanica, ecologia e biologia molecolare per lavorare insieme per quattro anni. Il progetto mira a rinaturalizzare l'ambiente utilizzando piante autoctone, riducendo l'inquinamento biologico. Le istituzioni coinvolte includono il Muse, l'università di Pavia, la Royal Botanic Gardens di Gran Bretagna e l'istituto scozzese James Hutton.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo