Via le baionette, fuori i like : la guerra sul Bigio si fa on line. La tenzone sul maschio di Arturo Dazzi è argomento che fa discutere, su Facebook. I detrattori hanno aperto la pagina No Bigio, 652 «mi piace»: «Chiediamo che la statua marmorea non venga ricollocata in piazza Vittoria». I favorevoli, una settimana fa, ne avevano aperta un'altra, FreeBigio, 841 like : «Togliete quel kuros dal magazzino e riportatelo sul suo piedistallo». Gli articoli di giornale che postano sono identici: il sindaco Emilio Del Bono che giura «il Bigio non tornerà in piazza», il suo vice Laura Castelletti che commenta «sono inorridita», Philippe Daverio che lancia l'idea del referendum, «decida la polis». I commenti, opposti: i detrattori fiancheggiano Del Bono e riservano frasi al cianuro al vicesindaco. E viceversa. Il dibattito pubblico, annunciato a destra e sinistra da non pochi intellettuali e chiesto dalla Soprintendenza, ancora non c'è stato: intanto serpeggia sui social network. Alla lettera aperta che gli hanno spedito dalla pagina FreeBigio , il sindaco ha risposto: «Non voglio che la città si divida per una mediocre statua il cui valore simbolico sta nel suo significato "L'era fascista". E non ritengo saggio far diventare la piazza luogo di divisione».