«CARO Enrico Rossi, non ballare con i lupetti». È polemica sul maxi raduno degli scout in programma nella tenuta di San Rossore dal 6 al 10 agosto. E questa volta ad innescarla non è una sindrome Nimby dei comitati. Con una lettera-appello, circa 200 docenti universitari, ambientalisti e intellettuali italiani fra cui personalità di spicco delle cultura e della scienza come Salvatore Settis, Adriano Prosperi, Fabio Garbari, poi il fondatore del Wwf Fulco Pratesi, il presidente della Società botanica italiana Franco Raimondo e quella dell'Unione zoologica Elvira Dematthaeis chiedono al presidente della Regione e ai vertici dell'Ente Parco di «ritirare la disponibilità allo svolgimento della manifestazione » promossa dall'Agesci. L'evento dell'Associazione guide e scout cattolici italiani, scrivono, rischia di procurare «danni e alterazioni ambientali forse non irreparabili ma certo non riparabili in pochi anni» a una delle riserve naturali più fragili e importanti della Toscana. Nella lettera si ripercorre il progetto: il raduno si svolgerà su 74 ettari di San Rossore, 30 mila ragazzi saranno ospitati in 10 mila tende. Verranno montati tre palchi, uno con muri di 12 metri, fari e altoparlanti sui pini «con portata luminosa e sonora di incalcolabile effetto», poi un magazzino alimentare, una tenso pagoda da 500 posti. Ma soprattutto a colpire scienziati e studiosi sono i «millequattrocento!» bagni chimici «da vuotare due volte al giorno tramite autobotti», e poi le «750 docce e 750 lavabi con rete di distribuzione idrica fornita dall'acquedotto comunale (405 mila litri all'ora, in agosto!) e scarichi nel bosco». La normativa si sottolinea nella lettera prevede che «eventuali interventi che possono rivelarsi distruttivi possano essere effettuati solo per motivi di salute e sicurezza pubblica, previo pare- re di una commissione europea» e «un Sito di importanza regionale e comunitaria (Sir e Sic), Zona a protezione speciale (Zps), con elevatissima biodiversità floristica e faunistica non dovrebbe ospitare eventi simili ». Il raduno sembra «sostenuto da patetiche logiche politiche » e «non sono convincenti le osservazioni conclusive dello studio di incidenza» presentato dall'Agesci «per giustificare» il meeting nazionale, «dove l'incidenza sull'integrità degli habitat è considerata non significativa ». Per questo i firmatari chiedono che venga fermato e casomai spostato in altro luogo, a Coltano o nei campi vicini a Camp Derby, dove «l'impatto davvero non sarebbe significativo».