PIAZZA Plebiscito si prepara per il concerto di Mika e per festeggiare i 50 anni della Nutella. Il ministro ha parlato «anche con il sindaco de Magistris ». E fa sapere che «lunedì il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, Gregorio Angelini, e il soprintendente per i beni architettonici, Giorgio Cozzolino, si incontreranno con gli assessorati competenti del Comune al fine di trovare una soluzione che concili le esigenze del concerto con quelle di tutela del luogo». Tirano un sospiro di sollievo imprenditori, albergatori e commercianti che chiedono alle istituzioni di «decidere per il bene della città» e difendono i grandi eventi «unica strada per mettere di nuovo in moto l'economia». «La soprintendenza dovrebbe pensare ad aiutare il turismo e non ad ostacolarlo interviene a gamba tesa il presidente di Federalberghi Napoli Salvatore Naldi Dimentichiamo la burocrazia e sfruttiamo le risorse che abbiamo. È assurdo il danno che la chiusura della piazza può causare ai napoletani». «Tutte le piazze d'Europa sono ricche di eventi - conclude Naldi Piazza Plebiscito è una piazza internazionale e vederla piena di gente entusiasta è un segnale di salute della città». Favorevoli al concerto di Mika gli albergatori, che guardano l'evento in prospettiva. «Questo come tutti gli altri eventi in piazza portano in automatico marketing. Si parla di Napoli in positivo commenta Pietro Fusella del Chiaja hotel de charme Dalla maratona alla Nutella, dalla festa finale della Coppa America al concorso ippico, fino ai presidi slow food: questo serve a Napoli». Fusella non chiede un evento al giorno, ma una continuità, per «dimostrare che Napoli non è solo bella, ma è anche viva. Bisogna guardare lontano. Ogni volta che c'è un grande evento c'è una ricaduta istantanea, ma anche sul lungo periodo. Se riusciamo a programmare una serie di grandi eventi è un bonus che noi operatori possiamo spenderci nelle fiere». «Un'istituzione autorevole come la soprintendenza non può bloccare iniziative che possono costituire un importante richiamo turistico e culturale, in grado di far affacciare Napoli sulla scena internazionale, e generare un indotto che può dare un respiro economico alla città», attacca anche Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia della Provincia Napoli. «Piazza del Plebiscito è l'immagine della nostra città e non può essere rinchiusa in uno scrigno, ma deve essere fruita dai cittadini, dai turisti e dagli artisti. Il mondo spiega Russo deve conoscere le bellezze di Napoli ed eventi e manifestazioni internazionali consentono di portare sviluppo. Soprattutto se gli allestimenti vengono rimossi subito dopo l'evento e se ci sono sponsorizzazioni con le quali è possibile tutelare i beni culturadi li della nostra città». «In tutta Italia si realizzano concerti nelle piazze simbolo della città: penso a Piazza Maggiore a Bologna, ad esempio». Sulla stessa linea il presidente del centro commerciale Santo Spirito, Rosario Ferrara: «Non possiamo permetterci di perdere occasioni di rilancio. Mika è una star internazionale che offrirebbe a Napoli una nuova vetrina internazionale dopo la Coppa Davis. La sovrintendenza deve capire che un "no" danneggerebbe solo la città». Più cauto il presidente di Federmoda Giuseppe Giancristofaro: «La bellezza di piazza Plebiscito è proprio nel suo essere essenziale, libera. Va bene organizzare eventi culturali o il concerto di Capodanno, ma attenzione a non trasformarla in una piazza commerciale e più che all'evento della Ferrero penso la progetto di disseminare bar e tavolini in piazza».