VISITA al bosco di Capodimonte in mezzo ai rifiuti. Cumuli di sacchetti di immondizia, cestini non svuotati da giorni che traboccano di bottiglie di plastica, prati ricoperti da cartacce e da resti di cibo lasciati a marcire sull'erba. Insomma, non è proprio un bel biglietto da visita per il polmone verde della città, per giunta uno dei posti preferiti dai numerosi turisti che affollano Napoli in questi ponti di primavera. Visitatori che hanno scelto anche la reggia di Capodimonte, sebbene non ci sia nessuna mostra in programma. I dati dell'affluenza sono in aumento: la biglietteria del museo ha staccato in quest'ultimo fine settimana il 50 per cento in più dei biglietti (rispetto ad un week end ordinario). Sono in tanti ad aver accompagnato alla visita alla collezione permanente del museo, una passeggiata nel parco. In tanti hanno visto che da alcuni giorni i rifiuti all'interno del bosco non vengono raccolti. Complici le giornate festive, i pic-nic post pasquali e la carenza di personale di vigilanza, il bosco di Capodimonte, resta nella sporcizia più totale. La municipalità StellaSan Carlo all'Arena propone di chiuderlo e annuncia una petizione popolare al ministro della Cultura Dario Franceschini. «Mi appello ai soprintendenti perché facciano chiarezza attacca la presidente Giuliana Di Sarno - È un problema economico, di risorse umane e di mezzi? Allora propongo di chiudere il parco e di sollevare il problema a livello nazionale. Come municipalità presenteremo una petizione popolare al ministro Franceschini un'attenzione immediata ed una soluzione possibile per rendere accessibile, fruibile e sicuro un parco che non può, in questo stato di gestione, mortificare tutti noi». Sin dall'ingresso fanno bella mostra, proprio vicino al casotto della guardianìa, almeno tre sacchetti depositati ai piedi di un cestino colmo fino all'orlo. Passeggiando all'interno del parco, si vedono altri sacchetti depositati vicino ai cestini debordanti, distese di cartacce, tovaglioli, piatti di carta sui prati. E, come se non bastasse, l'accesso ai vialoni è sbarrato. «Chiuso per allerta meteo » recita un cartello all'ingresso, dove, si soffermano un gruppo di turisti. «Avevo letto dei percorsi interni al parco afferma Catherine Fournier, francese, in viaggio a Napoli con marito e due figli ero venuta qui per andarci, ma ora leggo che una parte non è accessibile. Che peccato, dobbiamo rinunciarci». E dei rifiuti che ne dice? «Ho trovato Napoli molto bella sorride Catherine mi dispiace vedere questo spettacolo indegno che un po' rovinerà il nostro ricordo». «È una situazione indecente protesta Giovanna Petrini, in tuta da jogging - è vergognoso che il bosco di Capodimonte si trovi in condizioni così disastrose. Ero venuta per correre ma dovrò tornare a casa. Mi preoccupa però la figura che facciamo con i turisti, ne ho visti tanti stamattina. Torneranno a casa e diranno, ecco la solita Napoli». Proprio di fronte all'ingresso del museo, c'è una panchina dove siedono tre persone, vengono da Milano. Dietro di loro, un cumulo di sacchetti, almeno un paio sono aperti e il contenuto è sparso sull'erba. «Non mi aspettavo di trovare i rifiuti in un luogo che dovrebbe essere controllato, come questo bellissimo parco afferma Marianna Barone qui ci dovrebbe essere più sicurezza. Da noi, ad esempio, c'è il parco Sempione, recintato e videosorvegliato. Chiunque sporca viene multato». La gestione del bosco è appannaggio di due soprintendenze: Polo museale da una parte, Beni architettonici e paesaggistici dall'altra. «Siamo venuti a Capodimonte per far divertire i bambini con le biciclette dice Giulio anche perché la villa è un acquitrino. Qui non ci sono pozzanghere ma rifiuti. È scandaloso»