Da Roma, in particolare, si sollecitava lo studio di altre ipotesi d'approdo, a partire da quelle lungo la costa di Brindisi e finendo ad altre non meglio specificate in Salento, così come aveva fatto anche il Comitato Via della Regione. A distanza di un mese da quella richiesta, Trans Adriatic Pipeline ha inviato a Roma il materiale in cui, di nuovo, mette nero su bianco che San Foca resta il punto d'arrivo "ottimale" individuando però due corridoi nel territorio di Otranto. L'alternativa E1 prevede che il gasdotto tocchi terra a 2,6 km a nord dell'abitato della Città dei Martiri, nella zona del Mulino d'acqua tra spiagge frequentatissime, campeggi e resort, mentre il terminale dovrebbe essere realizzato tra Palmariggi e Giuggianello. L'alternativa E2, invece, è caratterizzata da un approdo a sud dell'abitato idruntino, più esattamente nel porto, così come è già stato proposto dal progetto Igi-Poseidon. A differenza di quest'ultimo, però, il terminale Tap sarebbe costruito tra Giuggianello e Minervino, "in un contesto non vincolato dall'area di notevole interesse paesaggistico". Queste due opzioni nella documentazione finale presentata dalla multinazionale al ministero si aggiungono ad altre 10 individuate nell'ambito di 4 corridoi. Cinque si trovano nell'area nord di Brindisi (località Pocità sticeddu, Torre rossa, Case bianche), quattro tra Brindisi e Torchiarolo (località Torre Mattarelle, centrale Cerano, Campo di mare, Lindinuso) e una a San Foca, che secondo Tap è quella con il minor quoziente di criti- (4, rispetto a 8 di Otranto nord e 6 di Otranto porto). Le ipotesi brindisine comporterebbero la realizzazione di tratti terrestri più brevi per connettersi alla rete Snam a Mesagne, mentre quelle otrantine avrebbero i tratti più lunghi della condotta in mare e a terra. Anche per questo San Foca per Tap resta l'idea vincente. Nella marina di Melendugno, del resto, la società sta portando avanti i sondaggi geofisici tramite la piattaforma Skate III, la cui presenza ha compattato il fronte No Tap. Gli ambientalisti, dopo aver appreso la proposta di approdi alternativi formulati dalla società, hanno evidenziato come "il punto indicato come E1 nella zona degli Alimini, è esattamente quello in cui a febbraio fu segnalata la presenza della nave Odin Finder", che a loro dire avrebbe agito senza i necessari permessi, spostandosi illecitamente dallo stretto corridoio nel tratto a nord di Otranto.
Il porto di Otranto o le spiagge a nord altri due approdi per il gasdotto Tap
Il progetto Trans Adriatic Pipeline (Tap) ha inviato a Roma un materiale che propone due alternative di approdo per il gasdotto in Salento. Le opzioni sono: E1, che prevede un approdo a nord dell'abitato di Otranto, e E2, che prevede un approdo nel porto di Otranto. Entrambe le opzioni sono state proposte in precedenza dal progetto Igi-Poseidon. Le alternative brindisine includono cinque corridoi, mentre quelle otrantine includono quattro corridoi. San Foca è considerata l'idea vincente per il progetto. Gli ambientalisti hanno criticato la proposta di approdo E1, che si trova in una zona frequentata da spiagge e campeggi.
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