Manifestazione di Legambiente e 15 mila visitatori De Luca: presto in arrivo opere dal teatro Verdi NAPOLI - Una babele di lingue, sotto il sole cocente. Quella di ieri agli scavi di Pompei è stata un'altra giornata all'insegna del pienone. In fila alla biglietteria, sin dalle prime ore del mattino, francesi, inglesi, giapponesi, sudamericani, australiani, sudcoreani, cinesi. Chi entra alle nove se la cava con pochi minuti di attesa. Per chi decide di effettuare la visita in tarda mattinata, a mezzogiorno, l'inevitabile anticamera: venticinque minuti a passo lento, prima di raggiungere la meta agognata del botteghino. Entrano anche una sessantina di soci di Legambiente, che ha organizzato agli scavi un 25 aprile all'insegna della liberazione. Da cosa, lo spiega Nabil Pulita, responsabile per l'associazione del settore turismo in Campania. «Abbiamo scelto di venire oggi qui - dice - per sottolineare l'importanza di una svolta che ci liberi dai maxi progetti, dagli appalti al massimo ribasso, dalla cattiva gestione. Urge una liberazione, che sia all'insegna della manutenzione ordinaria, della cura quotidiana, dell'efficienza nella conduzione del sito». Prima tappa del tour: il Tempio di Venere. Cartelli bilingue avvisano i visitatori che, per motivi di sicurezza, non bisogna avvicinarsi ai cani che frequentano le rovine. I pochi quadrupedi che si aggirano per gli scavi, in verità, appaiono soprattutto prostrati dal caldo e dal sole. Simone Izzo, studi archeologici, fa da cicerone agli ambientalisti ed ai visitatori che si accodano. «Il santuario - spiega - fu costruito nell'Ottanta avanti Cristo per volontà di Silla e fu realizzato in maniera che fosse visibile anche dal mare, perché potesse orientare i naviganti». Pochi metri ed ecco la domus di Trittolemo. E' tra quelle che sono state aperte a Pasqua e che potrà essere visitata ancora per pochi giorni, fino al Primo maggio. Come, del resto, la domus di Romolo e Remo. L'affresco con scene di guardino esotico ricco di animali del peristilio di questa abitazione, che appartenne alla gens Flavia e ricade in uno dei quartieri prestigiosi della città antica, è un incanto. Poco più avanti un'altra tappa obbligata: il tempio di Apollo. «Tra gli edifici più antichi - dice Izzo - risale almeno al sesto secolo avanti Cristo». Si prosegue, alla scoperta del sito. Ecco la basilica del foro, o quel che ne rimane, con le erbacce che crescono incontrastate sulla sommità. Il tempio di Giove, la via dell'Abbondanza, tutti gli altri straordinari tesori dell'antica città. Le polemiche di questi giorni sembrano aver acceso l'attenzione e Pompei, con Ercolano e Stabia, strappa un altro record di visitatori. Erano stati 18.982 nel lunedì di Pasquetta. Sono stati ieri 18.851. A essere precisi 14.780 soltanto negli Scavi. Da Salerno, intanto, il sindaco Vincenzo De Luca anticipa che sta valutando la possibilità di una collaborazione tra Teatro Verdi e scavi di Pompei. «Pensiamo - ha detto - di portare nell'anfiteatro che sorge negli scavi alcune opere prodotte dal Teatro Verdi, sul modello della stagione operistica dell'Arena di Verona. Sarebbe una grandissima occasione, un evento di portata mondiale». Ha poi polemizzato con la giunta Caldoro: «Ormai non ci mettiamo più neanche il pensiero ai finanziamenti della Regione per il nostro teatro».
Tutti in coda a Pompei nel giorno di Liberazione dai grandi appalti
Ieri, alle scavi di Pompei, è stata organizzata una manifestazione di Legambiente con 15.000 visitatori. La manifestazione è stata tenuta per sottolineare l'importanza di una svolta nella gestione dei siti archeologici, in particolare a Pompei, Ercolano e Stabia. I visitatori sono stati guidati da un esperto, Simone Izzo, che ha spiegato la storia e la costruzione dei siti. La manifestazione è stata seguita da una serie di visite guidate ai siti, tra cui il Tempio di Venere, la domus di Trittolemo e il tempio di Apollo. La manifestazione è stata un successo, con 18.851 visitatori, di cui 14.780 soltanto negli Scavi.
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