Il soprintendente: «Dice il falso chi afferma che ho detto no allo show» NAPOLI È un po' stupito il soprintendente Giorgio Cozzolino. Per l'inverosimile quantità di polemiche che hanno accompagnato nei giorni scorsi il dibattito sul cinquantenario della Nutella da festeggiare in piazza Plebiscito con un concerto di Mika. Per le accuse partite dal Comune, secondo il quale il soprintendente avrebbe comunque detto no all'iniziativa. Per le voci secondo le quali avrebbe lasciato tutto in sospeso per andarsene in America. Per il fatto che quel «no» avrebbe costituito anche un'occasione perduta rispetto alla volontà della Ferrero di farsi carico della pulitura delle due statue equestri. Fino all'intervento del ministro Franceschini, che l'altra sera ha dichiarato che un concerto non impedisce la tutela di una bella piazza, anzi ne può favorire la fruizione. Le parole del ministro sono state interpretate dal sindaco alla stregua di una sconfessione del soprintendente: «Bene le dichiarazioni del ministro Franceschini. Le piazze sono del popolo e dobbiamo renderle fruibili ha detto ieri de Magistris liberandole dagli orpelli e dalle imposizioni burocratiche». Quasi come se le Direzioni regionali e le Soprintendenze non fossero emanazioni dei Beni culturali. È vero, soprintendente? Lei ha davvero detto no al concerto e alla celebrazione dei 50 anni della Nutella? E poi se ne è andato in America lasciando tutto in sospeso? «Innanzitutto io sono sempre stato in Italia e non ho lasciato alcunché in sospeso. Se ci fosse stato qualcosa da firmare o da analizzare, l'avrebbe fatto un mio delegato». Ma è vero che ha detto no al concerto? «Non è vero. Né avrei potuto perché in Soprintendenza non è arrivata alcuna richiesta in merito. L'unica richiesta pervenuta era relativa all'allestimento di una serie di stand della Nutella e di due o tre palchetti, certo non adeguati ad ospitare Mika, del quale non si faceva parola. Magari il concerto è stata un'idea successiva. Nella relazioncina non erano neppure descritte sponsorizzazioni. Alla richiesta per quella manifestazione, che formulata in quel modo aveva decisamente carattere commerciale, ho dato risposta negativa in occasione della conferenza dei servizi tenuta, se non sbaglio, il 17 aprile. Quindi nessun mistero, nulla in sospeso e nessun parere personale: un'iniziativa esclusivamente commerciale è espressamente vietata dal decreto di tutela di piazza Plebiscito che al momento è pienamente efficace, il Comune lo sa. Non avrei potuto autorizzarla senza contravvenire alla normativa: poi, se e quando quella normativa sarà annullata o modificata, se ne riparlerà. Però non so perché si critichi me per aver posto un veto che non ho posto a un concerto per il quale non mi è stata chiesta l'autorizzazione. Né mi risulta che sia stata presentata una richiesta nei pochi giorni in cui sono mancato». Il ministro Franceschini ha detto che i concerti si possono fare... «E si sono sempre fatti. Le parole del ministro costituiscono un'affermazione di principio condivisibile, ma non significano che si debba sacrificare la tutela della piazza». Né potrebbero, visto che la tutela rientra tra i compiti del ministero dei Beni culturali. «Comunque dubito che il ministro sia al corrente del merito della vicenda. Cioè, appunto, che il via libera per quel concerto non è stato chiesto. È evidente che se la manifestazione ha carattere celebrativo e prevede un evento clou a carattere ricreativo, se l'allestimento non è meramente commerciale, se l'azienda che lo sponsorizza si offre di pulire le statue, la cosa cambia. Ma, ripeto, di tutto questo non ci è stata data comunicazione. Quindi su questo non si è mai discusso. Quindi non ho mai detto no». Allora perché il Comune l'accusa un po' di tutto? «Non lo so. Che si eserciti una pressione mediatica per ottenere un risultato o per mettere in evidenza un'iniziativa in democrazia ci può stare. Non se si affermano cose false. Tra l'altro, a me non dispiace affatto se si riesce a organizzare il concerto: mia figlia è una fan di Mika». Soprintendente, il ministro Franceschini e il direttore regionale Angelini hanno parlato di un vertice lunedì con il Comune. Ci sarà? «Con il direttore avevo parlato giorni fa, dell'incontro di lunedì ho saputo solo attraverso la stampa. Ma sto rientrando a Napoli e se si terrà ci sarò, è chiaro. Spero che ci sottopongano un progetto completo e compatibile con la normativa. Una soluzione si può trovare. Se si cerca il dialogo».