L'8 maggio il Tribunale amministrativo deciderà sul contenzioso in corso tra Comune e Ministero NAPOLI Sull'uso di piazza Plebiscito, e quindi anche sul concerto di Mika, «pende» un pronunciamento del Tar della Campania. Il prossimo 8 maggio, infatti, è fissata l'udienza definitiva per il contenzioso tra Comune di Napoli e Ministero per i Beni culturali per l'uso degli spazi compresi tra palazzo reale, palazzo Salerno, la prefettura e la chiesa di San Francesco di Paola. Solo allora, infatti, salvo rinvii, si saprà in che maniera si potrà utilizzare la piazza per gli eventi, quindi anche concerto di Mika, che sarà, come si dice in gergo, bannerizzato Nutella, sponsor della kermesse che intende festeggiare a Napoli pagando e offrendo il concerto i 50 anni di vita. Un evento di portata internazionale, atteso che Nutella è uno dei marchi che rappresenta l'Italia nel mondo, con un treno dell'organizzazione che si è messo in moto e che appare, in ogni caso, inarrestabile. Ovviamente, l'iniziativa, in quanto sponsorizzata, necessita non solo del palco per il concerto della pop star, con tanto di scritte dedicate allo sponsor, ma anche dei gazebo per la degustazione dei prodotti non la vendita e di zone per attività ludico-ricreative riservate ai bimbi, con dei dondoli che verrebbero posti proprio sul palco; ma sopratutto, com'è ovvio, occorre che il marchio Nutella sia evidente e che magari campeggi tutt'intorno al palco sul quale dovrebbe esibirsi Mika, con le immagini del concerto che verrebbero rilanciate su tantissimi network internazionali. Tutte queste cose, però, al momento sono escluse da un decreto di vincolo sull'uso del Plebiscito (protocollo 1.737 del registro dei decreti) firmato dal direttore regionale della Soprintendenza regionale per i Beni culturali, Gregorio Angelini, che al punto 3, dopo una serie di prescrizione su come utilizzare gli spazi della piazza, afferma: «Al centro della piazza del Plebiscito viene individuata un'area non superiore a 12mila metri quadrati da destinare a manifestazioni ed eventi temporanei di carattere politico, religioso, militare, ricreativo, culturale e di spettacolo». Il passaggio chiave è però questo: «Sono perentoriamente escluse le iniziative a carattere commerciale e pubblicitario, per evidente contrasto con l'uso storico della piazza». Ecco, quindi, il motivo dello scontro tra Comune e Soprintendenza cominciato lo scorso anno dopo le polemiche nate in occasione del concerto di Bruce Springsteen, quando la piazza fu chiusa visto che il concerto era a pagamento, quando a trarne beneficio furono in sostanza solo gli organizzatori del concerto del «Boss» e chi potè permettersi di pagare il biglietto. Cominciò allora una guerra di carte bollate con la Soprintendenza che emise il vincolo e il Comune di Napoli che si rivolse al Tar con successo. Il 25 luglio dello scorso anno, infatti, la Settima sezione del Tar Campania accolse il ricorso presentato dall'Avvocatura di Palazzo San Giacomo per ottenere la sospensiva. Ma il ministero non accettò passivamente e due mesi dopo, il 24 settembre 2013, si rivolse al Consiglio di Stato che il 29 ottobre scorso si pronunciò annullando la sospensione del Tar rinviando tutto all'udienza di merito del Tribunale amministrativo regionale. Il 20 febbraio scorso le parti si sono nuovamente affrontate ma tutto è slittato all'8 maggio prossimo, quando gli avvocati di Palazzo San Giacomo, Fabio Maria Ferrari, avvocato generale del Comune, e l'avvocato Anna Pulcini, che aveva già seguito il ricorso al Tar in prima battuta, cercheranno di dimostrare che la piazza, ovviamente col dovuto rispetto, non può essere interdetta a spettacoli di rilevanza nazionale e internazionale. «Tanto più raccontano dallo staff del sindaco se appuntamenti di questa portata, e il concerto di Mika lo è, sono a costo zero per la collettività. Anzi, la Ferrero si è pure impegnata non soltanto a pagare quanto dovuto per l'occupazione degli spazi, ma pure a finanziare il restauro delle due statue della piazza». A palazzo San Giacomo, comunque, regna ottimismo. Perché racconta chi è vicino al sindaco c'è un esempio recente che pure ha visto allo stesso tavolo sempre Comune e Soprintendenza e che è poi terminato con una fumata bianca. E' il caso della recente coppa Davis con lo stadio costruito sul lungomare. Anche allora, infatti, si è cominciato con un diniego della soprintendenza ma poi, durante la conferenza dei servizi, fu trovata l'esatta convergenza tra prescrizioni e necessità per realizzare l'evento. Del resto, a questo punto, con la discesa in campo del ministro Franceschini, il ministero non potrà che trovare, d'intesa col Comune, una soluzione.