UNA "città dei bambini" alle Cascine, sul modello della Villette parigina. Tremila metri quadrati di spazi destinati ai più piccoli e alle loro famiglie, dedicati all'arte e all'artigianato, che potrebbero essere ricavati all'interno di strutture già esistenti, quasi tutte di proprietà di Palazzo Vecchio, accanto e sul retro delle ex scuderie reali che oggi ospitano il centro visite. Servirebbe un investimento da almeno 3-4 milioni di euro per ristrutturare i locali, allestirli secondo un progetto culturale da studiare e programmare una campagna di comunicazione massiccia, tale da lanciare il parco a tema nel panorama nazionale, accanto alla città dei bambini di Genova e al museo didattico "Explora" di Roma. Per questo è già partita la caccia ad uno sponsor di fama, un soggetto in grado di dare linfa finanziaria e visibilità all'operazione. E' già qualcosa più di un progetto "l'operazione Villette", a cui da mesi lavora senza sosta una cordata di imprenditori che fa capo al presidente del consorzio Coeso, Lorenzo Terzani. E ci sono già stati pure i primi contatti con Palazzo Vecchio: assessori e tecnici si sono detti interessati: «La fase elettorale impone che sia il nuovo sindaco a decidere», mette le mani avanti però il numero uno di Coeso, gigante della cooperazione sociale e dei servizi, qualcosa come 40 imprese aggregate e un sogno nel cassetto coltivato insieme a Leonardo Sorelli, imprenditore, ex manager di Firenze Fiera e oggi amministratore di Xenia, il gruppo di aziende che gestisce il centro visite del parco (promosso da Palazzo Vecchio) e proprio alle Cascine ha organizzato il carnevale 2014 e punta ora a tirare su altri eventi, alcuni già quest'estate, altri di più lunga organizzazione come "Florence", dall'1 al 10 maggio 2015, rassegna internazionale sul florovivaismo che ha già l'ok dell'assessore all'ambiente Caterina Biti. Come funzionerebbe la città dei bambini delle Cascine? Niente costruzioni ex novo, salvo installazioni temporanee: il vincolo artistico della Soprintendenza e il valore paesaggistico dell'area rendono inutile pure l'idea. Niente luna park modello Prater di Vienna o parco giochi tipo Gardaland dunque. Il progetto che ha in mente Terzani parte della Villette di Parigi e punta a rimanere "al chiuso" a parte eventi en plein air durante la bella stagione: un percorso didattico, creativo, destinato ai ragazzi delle scuole e alle famiglie, con una programmazione abbinata a quella del Teatro dell'Opera che svetta sul parco. Ma se l'allestimento andrebbe studiato nei dettagli, una cosa è decisa: l'arte e l'artigianato sarebbero la peculiarità di un nuovo parco a tema fiorentino dove potrebbero essere ospitati anche eventi, mostre e spettacoli. Proprio sullo stile Villette: progettata nel 1983 dall'architetto francese Bernard Tschumi, oggi l'area non è solo parco e "città della scienza", ma anche arena per concerti (jazz, elettronica, classica, pop e rock), spazio per circhi contemporanei, mostre, rappresentazioni teatrali e proiezioni di film all'aperto. «A Firenze potrebbe dare lavoro stabile a 30-40 persone ogni giorno», ritiene Lorenzo Terzani. Da studiare la fattibilità tecnica e amministrativa dell'operazione: gli spazi comunali potrebbero essere affidati in concessione o messi a gara. Il cruccio di creare un richiamo, un'attrazione per riportare le famiglie dentro il parco delle Cascine è preoccupazione della prima ora dell'ex sindaco Renzi. Starà al suo successore studiare la strada per centrare l'obiettivo.