La commissione urbanistica ha approvato una delibera che manterrà l'area a uso esclusivo dell'ippica MAI villette residenziali al posto delle scuderie, ma neppure un campo di golfo un parco dei divertimenti o qualsiasi altra idea di fare business senza cavalli. A Palazzo Marino parte un'offensiva bipartisan per garantire un lungo futuro e esclusivamente ippico all'ippodromo di San Siro. Offensiva doppia, due distinte delibere di iniziativa consiliare arrivano al voto in aula. Una è della Lega. L'altra del centrosinistra. Approvarle, giurano in Comune, significherà mettere una granitica pietra tombale sulle sempre ventilate operazioni di dismissioni dell'ippodromo. La Snai, proprietaria dell'area a San Siro, in passato non ha fatto mistero di sondare compratori. Ma a bloccare una cementificazione, a San Siro, ci aveva già pensato il ministero dei Beni culturali. A luglio aveva dichiarato monumento nazionale l'ippodromo del galoppo costruito nel 1920 da Paolo Vietti, lapista d'allenamento di Trenno e le scuderie. Vincolate, dunque. Impossibile abbatterle o modificarle a piacere. Ma non basta, per praticamente tutti i partiti di Palazzo Marino. Perché se una drastica operazione immobiliare è da allora diventata estremamente complicata, resta che l'area classificata come «sportiva» potrebbe comunque essere riconvertita ad altro uso che non siano solo i cavalli. Da qui la doppia offensiva in aula adesso a Palazzo Marino. Con l'obiettivo di approvare almeno una delle delibere che, ieri, hanno avuto il via libera per l'approdo in aula dalla competente commissione urbanistica. La Lega ha firmato la prima proposta di delibera consiliare, e la madrina Laura Molteni si dice convinta che «la battaglia per la salvaguardia del complesso ippico subisce una nuova accelerazione, con l'apposizione di una specifica urbanistica decisiva che non permette manipolazioni o interpretazioni di sorta». La proposta del Carroccio è stata licenziata ieri dalla commissione urbanistica, a questo punto può passare al voto in aula e può contare sul sostegno convinto degli alleati della Cdl. Cosa prevede? Che si usi uno strumento tecnico, come le norme di attuazione del piano regolatore, per denominare l'area (dagli ippodromi di trotto e galoppo alle scuderie, alle piste di allenamento) «comprensorio ippico di San Siro». E dunque assicurarle un utilizzo esclusivamente per i cavalli. È lo stesso escamotage già usato per vincolare alla storia il Palazzo del ghiaccio di via Piranesi. Sarebbe «una pietra miliare nella direzione di una salvaguardia dell'esistente», scandisce la leghista Molteni, ma anche un viatico per il rilancio dell'ippica milanese. La seconda proposta di delibera consiliare arriva invece dal centrosinistra. Anche questa garantirebbe un futuro con i cavalli. Ma vorrebbe anche qualcosa in più, dice dall'Unione Sandro Antoniazzi: «Noi vogliamo che l'area diventi anche un parco cittadino degli ippodromi, quindi non solo viene garantito l'utilizzo per l'ippica ma si impegna pure il Comune a intervenire con proprie risorse». Cavalli, dunque. Ma anche soldi sborsati dal Comune per aiutare il futuro dell'ippica.
San Siro, vincolo sull'ippodromo
La commissione urbanistica ha approvato una delibera che mantiene l'area a uso esclusivo dell'ippica MAI villette residenziali. La Lega e il centrosinistro hanno presentato due proposte di delibere consiliari per garantire un futuro esclusivamente ippico all'ippodromo di San Siro. La Lega propone di utilizzare le norme di attuazione del piano regolatore per denominare l'area "comprensorio ippico di San Siro" e assicurarne un utilizzo esclusivamente per i cavalli. Il centrosinistro propone di garantire un futuro esclusivamente ippico e di convertire l'area in un parco cittadino degli ippodromi, con l'intervento del Comune con proprie risorse.
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