Franceschini e le chiavi della Reggia nelle mani di Cosentino (e di tanti altri) CASERTA Il mezzogiorno di fuoco alla Reggia parte con il tweet del ministro Dario Franceschini. Centoquaranta caratteri che, alle ore 12, gettano nel panico la dirigenza del sito vanvitelliano: «Già da ieri partita un'ispezione sulla Reggia di Caserta. Le responsabilità saranno accertate e questa vergogna non si dovrà mai più ripetere». La ''vergogna" della quale parla il ministro dei Beni culturali è la consegna (a leggere i verbali dei magistrati) della chiavi del Parco reale all'ex sottosegretario Nicola Cosentino, plurinquisito e oggi in cella. Chiavi ''donate" (sempre secondo i verbali) dall'allora prefetto di Caserta Ezio Monaco, accompagnate anche da un biglietto da egli stesso firmato. Come San Pietro, Cosentino avrebbe potuto aprire le porte del paradiso vanvitelliano, così da fare jogging lui appassionatissimo, «anche per buttar giù un po' di pancetta», dicono gli amici quando voleva. Mercoledì Franceschini era a Pompei per inaugurare tre nuove domus, l'indomani decideva di inviare gli ispettori a Caserta. Le nuove serrature Il ''cinguettio" del ministro ha immediatamente sortito effetti. «In mattinata sono state cambiate tutte le serrature del Parco», afferma Fabrizio Vona che da qualche mese è soprintendente anche a Caserta, confluita nel Polo museale di Napoli. «Ho sentito certamente il ministro prosegue al quale ho dato la mia più ampia disponibilità a collaborare. Guardi, in questa storia noi siamo parte lesa, per questo le dico che sono contento di questa ispezione». Un funzionario del ministero arriverà a Caserta per fare chiarezza. Per intanto Vona ha annunciato «un esposto alla magistratura per comprendere come stanno le cose». In effetti appare enorme il fatto che non solo Cosentino si parla di molti altri cittadini privati, amici di quegli amici, avesse in mano le chiavi del Parco (il Corriere del Mezzogiorno denunciò tale malcostume già nel 2008). «Credo sia importante capire chi possiede le chiavi per poi duplicarle. La questione è controversa; so, ad esempio, che nel Parco ci sono alloggi abitati da privati cittadini. Non so a che titolo, se sono eredi di vecchi custodi o cosa; c'è poi la vigilanza. Io sono arrivato da poco, mi sto orientando». Il soprintendente parla anche («in un futuro non lontano», dice) di nuovi sistemi elettronici di controllo da impiantare. Gli abbonamenti Se Cosentino avesse o meno le chiavi, sarà la magistratura ad accertarlo. Fonti interne alla Reggia assicurano che l'ex sottosegretario ha un abbonamento annuale; un ticket da 10 euro che permette l'accesso al Parco. Abbonamento sottoscritto anche dal sindaco Pio Del Gaudio che con Cosentino (prima che fondasse Forza Campania) condivideva l'appartenenza politica a Forza Italia e la passione per il jogging. Questo esclude che l'ex deputato possedesse la chiavi? «No, a Cosentino piaceva fare jogging quando pareva», si afferma nell'ambiente. Barriere colabrodo Va bene il cambio delle serrature; va bene l'abbonamento annuale, ma le barriere che circondano il Parco sono una gruviera. Infatti, sta lì da anni nonostante le sagnalazioni un varco per lo più utilizzato dai venditori abusivi per intrufolarsi: in via Gasparri, a un tiro di schioppo da Prefettura e Questura (pensa te). L'unico ostacolo era perché non lo è più una siepe erosa dai passaggi. Divide il parcheggio dove sostano le auto dei poliziotti e dei funzionari prefettizi dal parco. Superata la siepe, si entra nel Giardino della Flora, s'imbocca un cancello (aperto durante le ore di vista e chiuso al termine) e si entra nel Parco. «Lo sanno tutti denuncia un dipendente della Reggia eppure il problema permane». Il re di Spagna Il sito vanvitelliano potrebbe avere a breve una testa coronata fra i suoi visitatori. «Proporrò al re Juan Carlos di Borbone di venire a visitare la Reggia perché è un monumento stupendo e pieno di sorprese», ha detto l'ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede Eduardo Guterriez Saenz De Buruaga in visita ieri mattina al monumento che Vanvitelli costruì su ordine di Re Carlo III di Borbone. Nel pomeriggio invece è stata la volta della console americana a Napoli Colombia A. Barrosse, che si è fermata alla Reggia per una lunga visita prima di spostarsi al Palamaggiò di Castel Morrone per assistere alla partita di basket di Lega A tra Pasta Reggia Caserta e Monte dei Paschi di Siena. «Il palazzo vanvitelliano non è meno bello di quello di Versailles», ha detto. Vallo a spiegare a chi ha le chiavi, a chi le ha date e a chi avrebbe dovuto vigilare.
Vergogna a Caserta, mando gli ispettori
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha lanciato un tweet con 100 caratteri che ha causato un panico tra la dirigenza del sito vanvitelliano, la Reggia di Caserta. L'ex sottosegretario Nicola Cosentino, plurinquisito e in cella, avrebbe ricevuto le chiavi del Parco reale. Il ministro ha annunciato che centoquaranta caratteri sono stati aggiunti per chiarire la situazione. La consegna delle chiavi è stata effettuata dall'allora prefetto di Caserta Ezio Monaco. Cosentino avrebbe potuto aprire il Parco per fare jogging e mangiare pancetta. Il ministro ha deciso di inviare gli ispettori a Caserta. Le serrature del Parco sono state cambiate.
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