I pm cercano i «beneficiati». Il sovrintendente: noi parte lesa Si indaga per accertare quante altre persone, oltre a Nicola Cosentino, avessero le chiavi della Reggia di Caserta. Nei prossimi giorni i carabinieri sentiranno i custodi. Intanto, il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini ieri, via Twitter, ha annunciato «un'ispezione, in maniera tale che questa vergogna non debba più ripetersi». A qualche ora dal ''cinguettio" sono state cambiate tutte le serrature del Parco. Anche altre persone, oltre a Nicola Cosentino, hanno avuto le chiavi della Reggia di Caserta? Se sì, quante sono e chi sono? Non solo il ministro Franceschini, che ha disposto accertamenti, vuole vederci chiaro. Anche la Procura si sta muovendo: ai carabinieri del comando provinciale di Caserta i pm Antonello Ardituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio hanno chiesto approfondire la questione. Il primo passo sarà, probabilmente, sentire i custodi della Reggia, ai quali la presenza di visitatori negli orari in cui il parco è chiuso non sarà sfuggita. A Caserta, comunque, tutti sanno che le chiavi di alcuni cancelli sono nella disponibilità di molte persone: dipendenti, ex dipendenti, parenti e amici degli uni e degli altri. Diverso il caso dell'ex parlamentare del Pdl, al quale tre chiavi vennero spedite dall'ex prefetto Ezio Monaco. Le etichette, scrupolosamente annotate dai carabinieri nel verbale di perquisizione redatto il 3 aprile scorso, recitano: «cancello lato Reggia», «lucchetto cancello alloggio» e «chiave cancello garage». Quali cancelli aprano quelle chiavi non è ancora chiaro e anche questo sarà oggetto di accertamento. I cancelli che mettono in comunicazione il parco con la strada o con gli edifici adiacenti (tra cui quello che ospita Prefettura e Questura) sono numerosi. In ogni modo, ritengono gli inquirenti, Nicola Cosentino poteva entrare e uscire quando voleva per fare jogging, magari in compagnia di amici che certamente avrebbero notato il privilegio. Secondo i difensori dell'ex deputato, Stefano Montone e Agostino De Caro, il sequestro delle chiavi non ha alcuna rilevanza per il procedimento, anzi: in un primo momento gli investigatori avevano pensato che quelle chiavi consentissero l'accesso alla Prefettura. Questo avrebbe avvalorato il racconto dell'ex sindaco di Villa di Briano, Raffaele Zippo, che aveva riferito di un colloquio avvenuto proprio in Prefettura nel 2002, quando Cosentino, alla presenza dell'allora viceprefetto a Napoli Maria Elena Stasi, lo avrebbe minacciato. Invece, sottolineano gli avvocati, quelle chiavi non consentono di entrare nei locali in cui ha sede la Prefettura. Di certo l'ex parlamentare quelle chiavi le aveva da tempo: Ezio Monaco, infatti, è stato il successore della Stasi e ha guidato la Prefettura dal 10 gennaio 2008 al 9 gennaio 2012. I pm stanno comunque valutando se nel comportamento del prefetto Monaco e in quello dell'ex sottosegretario all'Economia siano ravvisabili reati; al momento, tuttavia, per la vicenda non ci sono indagati.